L'evoluzione tecnico-tattica del portiere, da USA 94 a Brasile 2014

Evento: L’evoluzione tecnico-tattica del portiere, da USA 94 a Brasile 2014

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55 pensieri su “Evento: L’evoluzione tecnico-tattica del portiere, da USA 94 a Brasile 2014

  1. Salve e benvenuti a questo evento unico nel suo genere. Un caloroso benvenuto ai tecnici e ai nostri lettori. Sotto con le domande!

  2. Buonasera a tutti.

  3. Buonasera a tutti i partecipanti all’evento.

  4. Salve a voi! Grazie per questa bellissima iniziativa. Volevo chiedere di che cosa parla il testo? E’ un eserciziario?

  5. Ciao Renato, grazie a te per la partecipazione. In merito alla tua domanda:
    No, non è assolutamente un eserciziario. Il libro presenta uno studio dettagliato sulle prestazioni di tutti i portieri del Mondiale (tutte le gare), corredato da qualche centinaio di clip video, con annesse riflessioni, conclusioni, suggerimenti per l’applicazione dei risultati all’addestramento/allenamento, nonché la comparazione coi Mondiali di USA ‘94. Il tutto volto a definire l’attuale modello tecnico-tattico di prestazione del portiere e dove può andarsi ad indirizzare il nostro lavoro.

  6. Grazie mille mister..

  7. Scusate ancora una: In che cosa è consistito lo studio?

  8. Buonasera Renato,
    lo studio è consistito nello studiare tutte le prestazioni di ogni singolo portiere, andando a registrare e analizzare ogni singola gestualità effettuata in gara (sia a livello quantitativo, che qualitativo), attraverso l’analisi video. Solo alcuni numeri: 5400 clip visionate, 64 partite e 133 prestazioni analizzate, 4179 interventi registrati.

  9. ancora grazie!!

  10. Buonasera, potrei sapere di più sugli autori? Chi sono?

  11. Buonasera!!
    sono molto contento di poter fare una domanda a tecnici preparati come voi. Visti i diversi compiti, sia in fase difensiva sia offensiva, che il numero1 deve eseguire durante la gara e mostrati molto bene e dettagliatamente dal libro, secondo voi sta cambiando anche il modo di allenare il portiere e in che modo?

  12. Ciao Salvatore, gli autori sono: Claudio Filippi, che conoscerai sicuramente, (da alcuni anni allenatore della Prima Squadra alla Juventus FC e in passato al Siena, Chievo, Roma, F.Andria) e il sottoscritto, da tre anni allenatore portieri nel Settore Giovanile della Juventus FC (in precedenza ho lavorato quattro anni al Torino FC nel Sett.Giov.). Qui puoi trovare più info: http://www.lucasquinzani.it

  13. Ciao Nicola, indubbiamente anche il modo di allenare i numeri uno si è evoluto. Le correnti di pensiero sono molte, ma è indubbio il fatto di rendere le esercitazioni sempre più funzionali e reali alla gara e soprattutto un’adeguata formazione tecnica nei giovani. La gara ci da indicazioni su dove indirizzare il nostro lavoro.

  14. Si, Nicola. Questo però non vuol dire che il lavoro deve essere solo situazionale, ma bensì ci va il giusto equilibrio nello strutturare le esercitazioni. La differenza la fanno i particolari, quindi non si può prescindere da: un’attenta analisi del modello prestativo e una forte tecnica.

  15. Grazie e infatti sposo totalmente questo pensiero. Siete stati gentilissimi!!!

  16. Anche nell’esercitazione analitica o semi analitica, devo comunque allenare “cosa faccio in gara”.

  17. Grazie per la disponibilità

  18. Salve, domanda per Mister Claudio Filippi: congratulazioni per il nuovo libro. Sono riuscito ad acquistarlo tramite il sito della Calzetti, è molto bello. Nell’introduzione scrivete (riporto quando scritto): “abbiamo realizzato un’opera che speriamo possa diventare un secondo punto di partenza e riferimento per ulteriori sviluppi inerenti al ruolo e al nostro mondo pedepallonaro”. Volevo sapere perchè e in che modo secondo voi è possibile perseguire questo scopo. Grazie!

  19. Ciao Mirko,
    Perché per capire dove andare a orientare il nostro lavoro di campo, bisogna sempre partire dall’analisi del modello prestativo attuale. A oggi non esistono altri studi così dettagliati a riguardo o pubblicazioni simili (a livello internazionale). Punto di partenza e riferimento, perché non si suggeriscono esercitazioni (non un eserciziario), ma bensì si lascia libertà d’interpretazione del proprio lavoro di campo ad ogni allenatore, basandosi però su basi solidamente oggettive.

  20. Grazie mister..

  21. buonasera a tutti. Volevo chiedere da che categoria seguite in maniera attenta il modello prestativo relativo all’annata e se anche durate la settimana svolgete sedute mirata all’allenamento situazionale.
    Grazie

  22. Buonasera ai tecnici alla redazione e tutti quelli che ci stanno seguendo. Leggendo le vostre risposte mi viene da chiedervi, allora nel calcio moderno è ancora importante la tecnica o ci si deve orientare solo più su lavori situazionali con la squadra?

  23. Ciao Andrea, indubbiamente se parliamo di prima squadra l’avere ben chiaro quale sia il modello prestativo è fondamentale. Per quanto riguarda la parte situazionale, sicuramente parte dell’allenamento ricrea situazioni che poi verranno affrontate anche con la squadra. Questo però non toglie che viene sempre svolta anche una parte di lavoro tecnico. Per quanto riguarda i giovani lascio la parola a Luca.

  24. Ciao Andrea, per quanto riguarda i giovani, ritengo (se si ha la possibilità) che sia utile avere in mente/analizzare il modello prestativo. Questo più che sulla categoria che si allena, sarebbe utile capire il modello prestativo della categoria superiore, così da essere consapevoli di quali saranno le richieste future e poter indirizzare il lavoro su vari step intermedi.

  25. Salve ho iniziato a leggere il libro da qualche giorno e lo trovo veramente interessante, la prima cosa che mi è piaciuta è stata la lettera di Buffon, la seconda il fatto di poter vedere i video a secondo dell’argomento trattato ma la cosa che trovo straordinaria sono il lavoro che avete fatto per mettere assieme tutti questi numeri, veramente tanti complimenti.La mia domanda è: In che modo noi preparatori con poche possibilità possiamo mettere in pratica tutti questi vostri numeri?

  26. Ciao Simone, col mister Filippi siamo forti sostenitori della formazione tecnica, e soprattutto nei giovani: insegnare e non solo fare! Secondo noi, a ogni livello (ma a maggior ragione coi giovani), è fondamentale il lavoro situazionale con la squadra, ma allo stesso tempo deve essere dedicato molto tempo all’addestramento/allenamento tecnico (in diverse forme: analitico, semi analitico/semi situazionale, situazionale) a seconda delle fasce d’età. La tecnica ci aiuta a risolvere delle problematiche complesse, quindi la tecnica è fondamentale! Noi allenatori dobbiamo saperci distinguere per la capacità di insegnare la tecnica.

  27. grazie mister. Ho posto la domanda poichè io lavorando nel settore giovanile spesso ci si trova ad analizzare in allenamento quello che avviene in gara, sia con il gruppo di portieri che con lo staff, eseguendo video analisi che servono sia per la costruzione della seduta che all’allenatore per la correzione degli errori. Grazie

  28. @ Andrea Blasio: ti assicuro che il modello prestativo dei giovani (soprattutto di alcuni club), non è poi così diverso per concetti da quello dei più grandi.

  29. Buonasera Andrea (Blasio), prima di tutto il sapere cosa fa il portiere (e come) attualmente, ci da indicazioni su quali siano le richieste di campo e di conseguenza su quali aspetti si debba lavorare. Se parliamo poi di Settore Giovanile, ci permette di capire quale sia il punto di arrivo, e quindi attraverso la formazione e strutturazione delle esercitazioni in modo progressivo. Quando poi il ragazzo si affaccerà alla prima squadra, sarà abituato a leggere il gioco ma soprattutto saprà fare le cose. I dati, le analisi ci danno un supporto, ma poi siamo noi a dover pensare al cosa far fare ai nostri portieri, perchè nessuno più di noi può conoscerli bene.

  30. Grazie Mister per la risposta. Condivido il suo pensiero.

  31. Buonasera, spero di essere ancora in tempo!! La mia domanda è: come può il vostro libro aiutare l’allenatore dei portieri nel settore giovanile?

  32. @carozzo: di niente Andrea. L’analisi video è molto utile, anche per capire gli errori tecnici.

  33. Ciao Fausto, Buonasera, la Prima squadra è il punto di arrivo del nostro lavoro di Settore Giovanile con i ragazzi. Proprio per questo dobbiamo conoscere bene il gioco e sapere cosa il nostro portiere dovrà sapere fare una volta “grande”; questo per programmare tutte le tappe intermedie del suo addestramento. Inoltre lo studio ci permette di poter aver informazioni e spunti per poter pensare e strutturare le nostre progressioni didattiche.

  34. Visto le numerose domande e il consenso dei tecnici, la presentazione finirà alle 20.30!!

  35. capisco, ancora una domanda: nel libro sono presenti solo statistiche o anche altro? Ci sono video allegati?

  36. Buonasera, che grande occasione.. complimenti per il libro. Una curiosità, ho letto il capitolo sulle situazioni dell 1vs1, ma nel libro del mondiale statunitense era stata fatta l’analisi in queste situazioni?

  37. @Fausto: Assolutamente no. Le statistiche fanno parte dell’analisi quantitativa, poi vi è anche un’analisi qualitativa (come per esempio sugli 1v1 o i calci di rigore), oltre alla parte sulle possibili applicazioni in allenamento/addestramento o a quella comparativa con USA ‘94. Vi son alcune centinaia di clip video associate direttamente sulla pagina-paragrafo dell’argomento trattato, tramite i QR CODE.

  38. Ciao Eugenio, purtroppo nel 1994 non faccemmo uno studio dedicato esclusivamente agli 1v1. Ecco perché riteniamo l’attuale lavoro forse il più completo ad oggi.

  39. Ho capito, ma prendendo come riferimento lo studio del mondiale statunitense nell’analisi del Mondiale di Brasile 2014, emerge un cambiamento nel modo d’interpretare il ruolo?


  40. Buonasera, ancora in tempo.. approffitto del momento: ho letto con attenzione gli ultimi capitoli e mi chiedevo se visto l’impiego ormai sistematico del portiere nel giocare con i piedi, la maggior parte del lavoro dovrà consistere in esercitazioni volte a sviluppare questa abilità?

  41. @Eugenio: Indubbiamente si, e se comaparato con il Mondiale Americano, questo è ancora più evidente. Portieri sempre più chiamati alla gestione della palla con i piedi, ma soprattutto a una maggior copertura-dominio degli spazi, richiesta nel gioco aereo e maggior numero di palloni da gestire con maggior possibilità di commettere errori.

  42. Grazie per le risposte!!

  43. Ciao Paolo, Indubbiamente con l’evoluzione del gioco, non si può trascurare questo aspetto. Quindi a ogni livello sarebbe bene nella settimana, dedicare sempre una parte di lavoro alla tecnica podalica (oltre al lavoro svolto in situazione o tattico con il gruppo). Questa parte di addestramento/allenamento però non deve diventare preponderante nella nostra programmazione; non dimentichiamoci che comuque il portiere deve fare il portiere!

  44. ma durante l’analisi delle giocate con i piedi avete preso in considerazione l’esito del passaggio? Scusate ma non ho ancora acquistato il libro e leggendo le ultime risposte ho pensato di chiederlo

  45. @Paolo: Si, l’esito del passaggio è stato preso in considerazione per quanto riguarda: le giocate medio-lunghe dopo lo stop o di prima, e per quanto riguarda la palla calciata dalle mani al volo. Si è annotato quando la palla ha raggiunto un compagno di squadra (esito positivo) o quando questa sia stata presa da un avversario o terminata fuori dal campo (esito negativo).

  46. Buonasera, girovagando nel web però ho avuto l’occasione di vedere degli allenatori professionisti e dei video che li ritraggono con sedute di allenamento organizzate solo sulle giocate con i piedi..

  47. Grazie mille, siete stati molto gentili.

  48. Ciao Francesco, non dobbiamo dimenticare che il portiere deve saper fare il portiere…e bene! Quindi deve conoscere tutte le gestualità tecniche, sapendole eseguire con la massima precisione ed efficacia possibile. Programmare quasi esclusivamente (70-80% del lavoro) sulla parte podalica, alla lunga creerà delle falle di tecnica del portiere, che prima o poi verranno fuori. Quindi, se non si addestra il portiere da giovane, difficile sarà porvi rimedio in età più adulta. Lavoro podalico si, ma in giusta misura, anche perché poi molto lavoro di questo tipo, verrà svolto con la squadra (partite a pressione, esercitazioni tattiche, possessi palla).

  49. Avete notato qualcosa in particolare, tipo sui tiri dal dischetto?

  50. @Francesco: una delle particolarità dell’analisi dei rigori, è stato il fatto che i portieri abbiano avuto successo nell’intercettare o indurre all’errore il penalty, con % bassa se consideriamo i tempi regolamentari-supplementari (meno del 10%), ma % alta nelle serie finali (quasi il 30%).

  51. Credo che mi possa bastare.. Grazie mille!

  52. Il tempo è terminato. Ringraziamo tutti i partecipanti, la Calzetti-Mariucci Editori e naturalmente il Mister Claudio Filippi e il Mister Luca Squinzani.

    Ricordiamo che tutti coloro che hanno commentato avranno diritto ad uno sconto pari al 20% senza le spese di spedizioni. Entro la mattinata del 30-06-2015 riceveranno per e-mail i dettagli. Grazie ancora siete stati fantastici!!

  53. Grazie a tutti e a “Il numero 1” che ci ha ospitati. Buonasera e buon lavoro!

  54. Buona serata e un grazie a tutti i partecipanti, alla Calzetti e “Il numero 1”.

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