Osservare l'allenamento
Continua la serie d’interventi sulla nota rivista “Il nuovo calcio“, di seguito uno stralcio del secondo articolo:
Il portiere è da sempre analizzato in ambito prestativo, viene osservato nella sua struttura e morfologia, nell’esecuzione dei suoi gesti tecnici, nel compimento dei suoi movimenti tattici, nella sua capacità di gestire la gara in ogni momento, ma poco si è detto a riguardo di come si esprime in allenamento.
Ci sono atleti, rari, definiti “da gara” che si esprimono molto bene in partita e non benissimo in allenamento, ma la grande maggioranza degli atleti-portieri gioca come si allena.
Quindi se è “ovvio” che è indispensabile osservare i portieri in partita, è altrettanto vero che osservare attentamente e con occhio critico i portieri durante l’allenamento è molto importante, specie quando è gli atleti sono impegnati nelle esercitazioni tecnico-tattiche con la squadra e nelle simulazioni di partita.
Abbiamo più volte detto che è indispensabile individuare gli argomenti di lavoro su cui strutturare le sedute di allenamento e parimenti individuare gli obiettivi da perseguire a breve e a medio termine. In quest’ottica si può incorrere nell’errore di pensare che l’allenamento sia solo quello svolto con l’allenatore dei portieri, ma in realtà va considerato sia come impegno fisico che tecnico-tattico che psicologico, l’intera seduta di allenamento compresa quella in cui il nostro atleta è a disposizione dell’allenatore.
Sappiamo quante parate in tuffo o quante uscite alte, o quanti rilanci etc sono eseguite nel corso dell’allenamento, quindi quale’è il reale carico di lavoro svolto ?
Osservare implica sempre la definizione di indicatori che possono essere oggettivabili o soggettivabili. Mi spiego meglio, se voglio quantificare il numero di parate in tuffo eseguite dal portiere è sicuramente un dato oggettivabile e inconfutabile che mi fornisce la conoscenza del carico di lavoro svolto relativo a quel gesto tecnico, ovviamente sarà indispensabile successivamente effettuare una valutazione di tipo qualitativo sulla base del dato numerico per capire la bontà delle esecuzioni tecniche.
Se intendo invece valutare componenti fondamentali nell’allenamento come la capacità di attenzione o l’atteggiamento dell’atleta nell’allenamento è ovvio che risulta una valutazione estremamente soggettiva e la posso liberamente quantificare da 0 a 10 o esprimere un giudizio esteso.
Per aiutarvi alla valutazione dell’allenamento vi fornisco alcune schede di riferimento elaborate dalla Commissione Tecnica dell’APPORT e che potrete scaricare dal sito www.sportivi.it.
Il resto è disponibile sulla rivista Il nuovo calcio (per maggiori informazioni www.ilnuovocalcio.it)
La prestazionde del numero 1 (prima parte)
La didattica del portiere (terza parte)
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da ilnumero1 il 22 aprile 2009 alle 09:12, ed è archiviato come Articolo. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |



