Recensione: International goalkeeper congress
Doppia “intensa” giornata qui a Munich (provate a chiedere ad un “monachese” se vive a Monaco, vi risponderà di no! ma un giorno o l’altra andrà visitarla! ). Quello che colpisce senza dubbio a prima vista è la location. L’ Allianz Arena è qualcosa di magnifico, essere a contatto con allenatori di altri continenti (Centro America, Oceania), con un’ottima accoglienza, può far girare la testa persino al miglior amante del self-control. La zona Vip e Parteners, inoltre, è puro lusso e all’entrata della sala predisposta per il congresso, veniamo accolti da una sontuosa e inaspetta colazione (il caffè non è italiano!). Gustare le pietanze tedesche in tribuna, nel rispettoso silenzio dell’Allianz Arena vale il solo viaggio fino a Munich. Si perchè in sostanza, l’organizzazione targata Ehricht & Kuhn è stata straordinaria, veramente curata nei minimi particolari e sorprendente per lo staff de il numero1.
Non è tutto oro quello che luccica
Si dice così, ed è quello che si è visto in questo congresso. Presentato dall’ottimo Markus Siegler (Direttore delle comunicazioni della FIFA), la giornata prende piede con l’esaltazione degli ospiti, Kopke spiega in 30 minuti il ruolo del portiere oggi (niente di nuovo), poi si passa alla celebrazione di Lehamn e al rigore parato ai quarti di finali del mondiale tedesco. Da rilevare il biglietto scritto in albergo da Kopke e consegnato nelle mani di Lehamn poco prima dei rigori, diventato una vera reliqua, oggi il suo valore è di 1 milione di euro!! Tutto per un solo rigore parato, anche se l’idea è la vera protagonista.
L’analisi dei mondiali e degli europei insieme a Lehman e a Kopke, finisce qui, nulla di rilevante da raccontare e quello che si coglie è una grande celebrazione della presenza di un portiere di fama che partecipa ad un congresso e racconta le sue esperienze da calciatore tra nazionale, Germania e Inghilterra. Poi il grande Pfaff, un personaggio adatto più ad uno show televisivo che ad un congresso. Un personaggio folkloristico ed infatti in Belgio l’ex portierone è diventato uno show-man televisvo grazie alla sua famiglia. Se in Italia abbiamo “The Osbourne” in Belgio hanno “De Pfaff“, un reality show su tutta la famiglia.
Uno sguardo al futuro (chiaccherata con Andreas)
La mattina del secondo giorno, riusciamo a fare (finalmente) due chiacchere con il nostro amico Andreas Harren e veniamo a sapere quali sono gli obbiettivi primari di questo incontro.
La cosa più difficile ora, è informare che esiste un luogo dove una volta all’anno la comunità degli allenatori dei portieri e dei portieri, può riunirsi e parlare di tutto. L’obbiettivo è proprio questo, creare una comunità che interagisce tramite gli strumenti moderni e che ha voglia di confrontarsi con le culture diverse.Avere qui al congresso allenatori dell’Italia, dell’Inghilterra, della Romania, de El Salvador, ecc.. per noi è una grande cosa e vogliamo continuare a diffondere la notizia a quelle persone che ignorano l’esistenza di questa giornata.
Come dargli torto.. L’idea è sembrata veramente accattivante, provate a pensare quante cose si possono fare se siamo in tanti.
Conclusioni
Quando abbiamo ricevuto l’invito al congresso abbiamo pensato all’opportunità di conoscere le diverse culture sparse per il mondo, dialogare e scambiare informazioni. Tutto questo per certi versi è accaduto, la voglia e l’interesse per il ruolo del portiere è veramente tanta, non mi sarei mai aspettato una tale partecipazione e motivazione a crescere da parte di tutti. Si vede che c’è “fame”, che gli allenatori dei portieri sono tanti ma non hanno la giusta rilevanza nel mondo del calcio. Dico per certi versi, perchË la sensazione in cui si sono articolate le giornate sono state differenti rispetto al nostro pensiero. Il congresso ha riferito la cultura Tedesca è di mister Kopke, nonostante l’intervento di altri delegati e allenatori. La mattinata passata nell’ Academy Sport (sede nella nazionale paraguajana a Germany 2006) con mister Kopke ha reso senz’altro piacevole il momento, ma non eccellente per un italiano, un ucranio, un rumeno, un inglese, ecc..
La senzione è che ci si trovi ad un corso organizzato da Andy Kopke e non ad un congresso internazionale, la sola presenza di delegati
eurpei ed extra-europei non fa l’evento internazionale. Quello che rimane, e non è “poco“, è l’idea iniziale di creare una comunità internazionle, che parla, scambia idee e una volta all’anno si riunisce e racconta le loro diverse culture. La cosa non è da sottovalutare, gli organizzatori hanno in mano una grande occasione per sviluppare è divulgare a livello UEFA il ruolo dell’allenatore dei portieri, sarebbe veramente un peccato perdere questa occasione. Non si può dire, in ogni caso che il congresso sia stato brutto, come è stato già detto l’idea di base è unica e l’organizzazione straordinaria. Non ci resta che sperare in qualcosa di meglio nel 2010.
Voto 6/10
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da ilnumero1 il 7 luglio 2009 alle 06:00, ed è archiviato come Articolo. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |





