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Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (quarta parte)

Scuffet quarta parte

Siamo giunti alla quarta e ultima parte della didattica. Ancora una volta la redazione ringrazia l’Udinese Calcio, il Mister Alex Brunner e Simone Scuffet per la disponibilità. La condivisione dei nostri articoli sui social network è uno strumento molto potente. Vi invitiamo quindi, qualora ne abbiate piacere, a condividere i nostri articoli. Il vostro supporto è molto importante.
Grazie.

Guarda la prima parte

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PARATA A CONTRASTO di Alex Brunner

Perché la parata a contrasto?

Io ci credo tantissimo. La scena di gioco è la seguente: l’avversario è nell’area di rigore a una distanza compresa tra i 4-6 metri dal portiere. Il controllo del pallone è impreciso, si allontana dal piede a una distanza compresa tra 1-2 metri. Vedere il portiere passivo, inerme, già sconfitto ancora prima che il palloni entri in porta o speranzoso che un avversario concluda a rete è qualcosa che io non accetto.
Sfruttando la forza generata dalla spinta delle gambe, la somma della lunghezza del corpo e delle braccia distese-parallele (mani verticali a spazzaneve), la parata a contrasto mi consente di attaccare e difendere lo spazio limitato dal portiere stesso. Un avversario che non ha il pallone vicino al piede concede la possibilità al portiere (anche se in ritardo) di attaccarlo nella “terra di nessuno”. Ci vuole coraggio, struttura fisica e tecnica. Tutto ciò si può allenare ogni giorno. Io ci provo.
Il segnale per attaccare che io chiamo semaforo verde e’ quando il pallone tramite un controllo impreciso dato dal piede, dal petto, dalla coscia e dalla testa dell’attaccante, viene orientato nella cosiddetta “terra di nessuno”. Vedo molti portieri che in situazioni analoghe intervengono tuffandosi con le gambe rivolte verso il pallone e sedere a terra. Questo modo di opporsi permette la copertura dello spazio in modo approssimativo.
Ripeto che nella parata a contrasto insisto molto, ci credo molto e pretendo che venga eseguita.

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Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (terza parte)

Simone Scuffet terza parte

La redazione ringrazia l’Udinese Calcio, il Mister Alex Brunner e Simone Scuffet per la disponibilità. La condivisione dei nostri articoli sui social network è uno strumento molto potente. Vi invitiamo quindi, qualora ne abbiate piacere, a condividere i nostri articoli. Il vostro supporto è molto importante.
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Continua l’appuntamento con Alex Brunner e la didattica della parata a contrasto. La terza parte è disponibile, buona visione. Continua a leggere Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (terza parte)

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Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (seconda parte)

Simone Scuffet seconda parte

La redazione ringrazia l’Udinese Calcio, il Mister Alex Brunner e Simone Scuffet per la disponibilità. Inoltre ringrazia tutti i nostri lettori per la straordinaria ondata di entusiasmo trasmessa con la pubblicazione della prima parte. Ci avete travolti!! La condivisione dei nostri articoli sui social network è uno strumento molto potente. Vi invitiamo quindi, qualora ne abbiate piacere, a condividere i nostri articoli. Il vostro supporto è molto importante.
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Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (prima parte)

La redazione ringrazia l’Udinese Calcio, il Mister Alex Brunner e Simone Scuffet per la disponibilità.

Alex Brunner Simone Scuffet

PARATA A CONTRASTO di Alex Brunner

Perché la parata a contrasto?

Io ci credo tantissimo. La scena di gioco è la seguente: l’avversario è nell’area di rigore a una distanza compresa tra i 4-6 metri dal portiere. Il controllo del pallone è impreciso, si allontana dal piede a una distanza compresa tra 1-2 metri. Vedere il portiere passivo, inerme, già sconfitto ancora prima che il palloni entri in porta o speranzoso che un avversario concluda a rete è qualcosa che io non accetto. Continua a leggere Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (prima parte)

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Scuola sportiva inaugurata da Scuffet

ll giovane portiere Simone Scuffet bianconero questa mattina terrà a battesimo l’avvio della sperimentazione “Scuola in movimento”, un progetto pilota all’avanguardia a livello nazionale che punta sul valore educativo della pratica motoria e sportiva. Per i prossimi cinque anni i 22 bambini iscritti alla prima classe della Dante sperimenteranno un programma educativo basato su almeno un’ora al giorno di attività fisica. Oltre a presentare l’iniziativa, l’incontro prevede inoltre la firma del protocollo d’intesa tra tutti i partner che partecipano al progetto. Proprio per questo motivo oltre al sindaco di Udine, Furio Honsell, all’assessore allo Sport, all’Educazione e agli Stili di Vita, Raffaella Basana, e al dirigente scolastico del 3° istituto comprensivo, Livio Bearzi, saranno presenti rappresentanti dell’ufficio provinciale Educazione motoria, fisica e sportiva, del comitato scuola Dante, della parrocchia del Carmine, dell’associazione Genitori Comunità Educante, della facoltà di Scienze Motorie dell’università di Udine, del Coni, del dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria 4 “Medio Friuli” e della fondazione Crup.

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Il numero 12 non è più in catene “con il turnover giocano tutti”

di Maurizio Crosetti (La Repubblica 26-09-2018)

Nove portieri della Serie A erano riserve lo scorso anno: nessuno è più titolare per sempre. Il calendario fitto e il gioco con i piedi hanno allargato le rose pure in questo ruolo.

Nel calcio mutante, il dodicesimo uomo non esiste più. Essere portiere di riserva è stata per decenni una scelta e insieme una condanna alla prigione della panchina, fine pena mai. Ma adesso è cambiato tutto, si gioca sempre (tre volte in otto giorni in questo turno di campionato stretto tra le Coppe) e servono tanti, troppi calciatori. Anche nel ruolo in teoria più rigido e meno intercambiabile, il portiere appunto, la titolarità è spesso astratta, non più un abito da indossare in eterno. Addirittura 9 portieri titolari in serie A erano riserve l’anno scorso. Stasera nella Juventus gioca Perin, dodicesimo dell’ex dodicesimo Szczesny. La catena della riserva liberata riguarda le grandi (la Juve, ma anche il Napoli con Ospina che era la riserva di Cech all’Arsenal), le medie (l’Atalanta si affida a Gollini, il Bologna a Skorupski che stava fuori alla Roma) e le medio/piccole (Sepe a Parma, Scuffet all’Udinese, Marchetti al Genoa, Gomis alla Spal, Terracciano all’Empoli). In porta c’è posto. Continua a leggere Il numero 12 non è più in catene “con il turnover giocano tutti”