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Rigori, rigoristi – la certezza della (non) riuscita

rigore perfetto

Brian Jensen, parà il rigore a Michael Carrick e si sorprende del fatto che tra i tanti rigoristi che ha a disposizione il Manchester United (Rooney, Owen), sia proprio Carrick a posizionare il pallone sul dischetto del rigore. A fine partita, dichiara:

You can talk about mind games as much as you like but in the end it came down to pure instinct. There was no key to it, that’s for sure.

(Si può parlare di giochi della mente fino a quando si vuole ma alla fine è stato puro istinto. Non è stata la chiave, questo è certo.)

Fernando Muslera, parla di “sola fortuna“, mentre in Germania un foglietto vale un milione di euro. In Inghilterra, l’univeristà di Liverpool dimostra la ricetta perfetta per calciare un rigore:

” Il segreto starebbe tutto nella potenza del tiro, che deve essere di almeno 105 km orari (ma se è superiore, va bene lo stesso, anzi meglio); nei 5 o 6 passi di avvicinamento alla palla, partendo dalla linea dei 16 metri e nell’angolo di approccio, che varia da 20 a 30 gradi. Il pallone dev’essere poi indirizzato nell’angolino a destra o a sinistra del portiere, indicativamente a 50 centimetri dalla traversa e 50 dal palo. Seguendo queste indicazioni, gli studiosi garantiscono una riuscita del cento per cento”.

Eppure ancora oggi le statistiche dimostrano che sbagliare un rigore o parare un rigore non è una formula matemarica o un evento da attribuire alla sola fortuna. Dal momento in cui il rigorista posiziona il pallone sul dischetto di rigore, ci sono tantissime variabili che influeanzano la riuscita o la parata di un calcio di rigore. Lo studio dell’università di Liverpool mostra una possibile soluzione che può essere intrapresa dai rigoristi durante gli allenamenti, ma in ogni caso non si può essere sicuri al 100% della riuscita, così come non si può essere sicuri di un rigore parato con la sola fortuna, abilità o studio. D’altronde il calcio rimane un sport di situazione, Gene Gnocchi in una puntata de “il calcio nel pallone” ricorda eventi catastrofici

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Benitez: Pepe Reina è il miglior portiere della Premier League

Pepe Reina

Rafael Benitez riempie di elogi il suo portiere Pepe Reina, definendolo il portiere più completo della Premier League e che sarà fondamentale per la lotta del titolo. L’ allenatore spagnolo ricorda il successo del Manchester United negli ultimi anni e di come un portiere può essere fondamentale per qualsiasi sorte del campionato. Continua a leggere Benitez: Pepe Reina è il miglior portiere della Premier League

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Il gomito mette a terra Lehmann

lehmann colpito

Brutto episodio per il portiere dello Stoccarda Jens Lehmann, l’incidente è avvenuto poco prima della metà del primo tempo durante la partita di sabato tra Stoccarda e Dortmund (suo ex club). A fine partita il portiere tedesco – fresco dell’annuncio del suo ritiro a fine stagione – dichiara: Continua a leggere Il gomito mette a terra Lehmann

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Portiere dell’anno UEFA club

Ecco le nomination per il portiere dell’anno secondo l’ UEFA Club:

Petr Čech (Chelsea FC)

Il numero 1 del Chelsea e della nazionale Ceca ha mantenuto prestazioni elevate per tutto il campionato in cui ha aiutato il club di Londra a registrare la migliore difesa della Premier League al fianco del Manchester United FC, con appena 24 goal subiti. In UEFA Champions League è stato l’unico portiere a lasciare il Camp Nou senza subire goal.

Peter Čech (Chelsea) Continua a leggere Portiere dell’anno UEFA club

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Il T90 Ascente e i test della Nike

Per promuovere il suo nuovo pallone, la Nike ha introdotto una serie di iniziative presso le sue società caclistiche più importanti (Juventus, Manchester, Arsenal, Barcelona). L’inizitiva prevede una serie di test da parte dei calciatori e il nuovo pallone T90 Ascente, in verità i test non sono altro che allenamenti dello staff tecnico di ogni squadra e qualche giochino già applicato negli spot della nike (colpire la traversa). I risultati(?) sono disponibili sul loro blog, peccato che si limitino alle condizioni del tempo e alla descrizione degli esercizi..

Arsenal

Barcelona

Juventus

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Goal fantasma oppure (o)errore?!

Incredibile, giusto pochi giorni fà parlavamo di quanto le regole non riescano a dare un freno alla tecnologia, visto il curioso caso di Ben Foster. Ieri, in un match di League Championship, la Serie B inglese, avviene l’impensabile. Partita tra Crystal Palace e Bristol City, 34′ del primo tempo, il Crystal Palace passa in vantaggio, ma l’arbitro non convalida, secondo il suo parere la sfera non avrebbe superato la linea di porta, ma sarebbe finita sui tabelloni a lato della porta. Siccome esiste il diavolo nel calcio, al 90′ arriva il gol del Bristol City che permette ai padroni di casa di conquistare i tre punti. Nel dopo partita l’allenatore del Crystal Palace, dichiara: “Con la tecnologia non sarebbe accaduto, serve la moviola in campo, possiamo mandare l’uomo sulla luna ma non mettere due sensori all’interno delle porte”.

Ricordiamo che il calcio è uno dei pochi sport rimasti che non usufruiscono della moviola in campo. Rugby e Baseball sono solo alcuni esempi di sport di squadra che utilizzano questo sistema, senza escludere il tennis (ad esempio e con qualche limite), per gli sport individuali.

Vi lasciamo con il filmato del goal fantasma e l’intervista dell’allenatore inglese.

goal fantasma

[Fonte]

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I rigoristi (o presunti) della seria A 2009/2010

Il logo della Serie A

Per Camilo Josè Cela, premio Nobel per la letteratura, si tratta della pena di morte del calcio. Per i fantallenatori, invece, un prolungamento della vita calcistica. Stiamo parlando del calcio di rigore e di conseguenza dei rigoristi. Averne in squadra almeno un paio è l’obiettivo minimo. Avere anche un portiere che li para – ogni tanto – può dare sollievo. Partiamo dal dato della scorsa stagione, forse quello che scoraggia di più i procacciatori di portieri paratutto dagli undici metri. Su 115 rigori assegnati, 99 sono andati a buon fine. Dei restanti 16, 11 sono stati parati e 5 sono finiti in luoghi tristi, scarsamente inquadrati dalle telecamere: cartelloni pubblicitari, reti, curve. Solo Bizzarri e Handanovic sono riusciti a pararne più di uno (2 per la precisione).

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Bravo Luca

Luca Bucci smette di fare il calciatore e inizia una nuova carriera di allenatore dei portieri: una consuetudine. Le sue (però) sono belle parole, è questa non è una consuetudine.

Parliamo, per prima cosa, del tuo passaggio da giocatore ad allenatore “Cercherò di insegnare ciò che ho imparato nella mia carriera, ma quando si inizia una nuova attività non è detto che ciò che hai imparato riuscirai a trasmettere. Bisogna vedere se sarò capace di farlo, ma spero di sì. Ho avuto grandi maestri, grandi preparatori dei portieri e mi ha sempre affascinato questo ruolo. Credo di aver appreso parecchio nella mia carriera, poi bisognerà vedere cosa potrò dare ai miei allievi”. Continua a leggere l’intervista originale