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[Sky] Com’è fatto il calcio: il portiere

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Questa nuovissima serie condotta da Fabio Caressa con l’aiuto del professor Nicola Ludwig e famosissimi ex calciatori cerca di spiegare in termini scientifici alcuni luoghi comuni e teorie del mondo del calcio. Attraverso studi di professori di alcune università inglesi ed italiane verranno spiegati i gesti tecnici più importanti e si daranno spiegazioni specifiche delle principali tecniche utilizzate dai più forti giocatori del mondo, il tutto in puro stile Discovery. In questa puntata si studia il portiere. Tutti i giovedì alle 22.00 su Discovery Channel.

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Io paro con la testa

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Mi chiamo Julio Sergio, Julio Sergio Bertagnoli. Sono brasiliano, ma ho anche la cittadinanza italiana. E, ne sono certo, se non fossi stato comunitario, non sarei mai venuto a giocare in Italia. Difficilmente un club spreca un posto da extracomunitario per un portiere, giusto? Invece grazie al mio passaporto italiano, quattro anni fa sono arrivato a Roma; anzi, alla Roma. E adesso, finalmente, sono un uomo felice». «Fino a pochi mesi ero soltanto un professionista esemplare, si dice così?, ma non mi divertivo. Non giocavo, quindi non mi divertivo.

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Arsène Wenger: “il portiere è il ruolo più duro”

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Sul sito dell’Arsenal è comparsa una interessante dichiarazione di Arsène Wenger. Riferendosi al suo portiere – Manuel Almunia – il manager ha espresso il suo pensiero sul ruolo del portiere in generale:

Se si guarda in tutta Europa, si capisce che fare il portiere può essere il lavoro più difficile, perché tutto è veloce. In Inghilterra è ancora più difficile. La differenza è che il portiere ha sempre una pubblicità negativa. Se un attaccante sbaglia due occasioni e però fà due goal, lui è un eroe. Se un portiere gioca in modo fantastico e fa un errore, si tratta di un mascalzone. Sono sotto pressione a causa della paura di sbagliare, consapevoli che un evento del genere può uccidere la prestazione della loro squadra. Sanno che è un lavoro con più pressioni nel mondo del calcio.”

[Fonte]

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Intervista ad Alberto (Jimmy) Fontana

Dopo le polemiche di qualche settimana fà – Alberto Fontana – risponde alle nostre domande.

1. D: Con le tue dichiarazioni hai creato un gran trambusto. E’ vero quello che hai dichiarato? Spiegaci cosa vuoi dire con le tue affermazioni.. Ti riferisci al settore professionistico o dilettantistico? Ai settori giovanili?

Trovo che il calcio negli ultimi 20 anni abbia richiesto al portiere grandi cambiamenti tra cui l’uso dei piedi,con la partecipazione attiva alle azioni,in maniera molto superiore al passato. Ma è la fisicità dei giocatori e i nuovi palloni che negli ultimi10 anni hanno portato un ulteriore  e profondo cambiamento; c’e meno tempo per eseguire un intervento,perchè il pallone va più forte di quasi un 25 per 100.Un portiere che era bravo a muoversi nella porta con i famosi ‘passettini’ era in grado di poter essere a buoni livelli, ora questo non è più possibile, perchè il portiere non ha più questi tempi e spesso deve essere in grado di partire da fermo o al max con un passo ed è in allenamento che bisogna entrare in questa mentalità e abbandonare il passato. Io ho avuto la fortuna di incontrare dopo i 30 anni grandi preparatori che mi hanno allungato la carriera, Di Fusco, Castellini , Di Iorio , Coccia ect…. che nella testa hanno il futuro. Ma troppi con cui ho parlato hanno nel repertorio, ‘ai miei tempi’ e questi sono un grande problema per i giovani.

2. D: Raccontaci la tua esperienza con gli altri allenatori dei portieri. Hai attraversato un ventennio come atleta, hai osservato i cambiamenti, li hai vissuti..

Si, netti. Chi ha capito il futuro e chi ancora crede che siamo i più bravi e non cambia un allenamento e propone quello che faceva lui quando giocava,e questo per un giovane è un grande problema. Se 5 delle grandi squadre hanno stranieri non è per fare un dispetto, ma evidentemente in questo calcio l’atleticità espressa da altre nazioni  rende di più.

3. D: Lo sai che il presidente dell’APPORT (associazione preparatori dei portieri) ti ha risposto pubblicamente sul loro sito? Hai qualcosa da dire?

fontana applausi
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Credo che ora, dopo aver letto questa intervista avranno più risposte e starà a loro pensare se sono stato utile oppure ho detto delle stupidaggini.

4. D: Perchè un portiere che ha totalizzato tutte queste presenze in serie a, che ha il record come secondo giocatore più vecchio di tutti i tempi  in serie a (Ballotta ha il record) , un atleta che ha nel curriculum club come l’inter, napoli e palermo, suscita una reazione difensiva invece che costruttiva e di confronto?

Questo non lo so, io ho cercato solo di dire il mio parere. Dire che in una categoria ci sono grandi preparatori,ma aimé anche molti non al passo con i tempi, non vuol dire che la categoria non è all’altezza, ma che come in tutti i lavori ci sono i più e i meno bravi,ma se i meno bravi  li incontra un giovane possono fare grandi danni…..

5. D: Cosa intendi per correre dietro al pallone?

Se il pallone va ad una velocità non elevata,puoi fare 2 o 3 passi prima di compiere l’intervento,ma ora il pallone è difficile che vada piano.

6. D: Cosa intendi per da fermo?

Caricare e partire da fermo, o al max con un passo,ed essere in grado di arrivare al palo,è questa la fisicità del futuro.

7. D: Se non sbaglio, tu facevi un riscaldamento pre-gara breve. Perchè? Cosa pensi del riscaldamento pre-gara?

Il pre gara è molto personale, c’e chi trova la concentrazione dopo 100esercizi o chi ne fa 3 ed è pronto e i grandi preparatori ti possono suggerire un qualcosa in più, ma mai imporre o alterare la maniera con cui ti prepari, il dialogo durante la settimana aiuta a crescere. Quello bravo allena te,non il suo ego.

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8. D: E’ vero che ti chiamano Jimmy per via dello stesso cognome del cantante? Se non è vero allora perchè?

Vero, per il cantante. Alberto è troppo articolato e in campo non veniva, bene, meglio uno più corto o veloce e jimmy lo è. Mi ci sono affezionato da subito.

9. D: Hai smesso di giocare all’età di 41 anni e 297 giorni, perchè non ti andava più o ci sono altri motivi? Ho letto ai tempi di Palermo che il giorno ti svegliavi e non vedevi l’ora di essere in campo ad allenarti. Ti ritenevi un eterno bambino..

Quando non sei più un ragazzino, deve subentrare dentro di te una sfida o qualcosa dove ti senti debitore verso un allenatore o dirigente, così oltre al piacere di giocar e guadagnare, perché è giusto non essere ipocriti, prendi un impegno e non vuoi deludere nessuno, te per primo.

10. D: Hai mai utilizzato attrezzature particolari in allenamento, come gli air body, lo spara palloni, palloni leggeri o con rimbalzo particolare?

Si, li ho usati e possono essere un buon completamento,ma niente di più.

11. D: Cosa pensi che dovrebbero fare gli allenatori dei portieri, oggi.

Guardare le grandi doti atletiche dei più bravi e capire che se non salti….e molto, non puoi più stare a certi livelli, senza queste doti e magari un’altezza vicino al metro e novanta non si può più entrare in certe squadre di alto livello.

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12. D: E i giovani atleti?

Imparare dalle basi, dove ancora i ‘passettini’ hanno un senso e vivere il ruolo con gioia cercando sempre di copiare i movimenti dei più bravi.

13. D: Hai qualche consiglio anche per i giovani allenatori dei portieri? Per quelli che lavorano nelle scuole calcio e nei settori giovanili?

Date gioia ai vostri allievi,è un ruolo dove da ragazzini ci si deve divertire, solo verso i 16 17 18 anni quando lo sviluppo è finito che si può capire se un’atleta ha i mezzi per poter diventare un professionista e a che livello.

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Alfredo Magni: l’allenamento dei tempi del portiere

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Alfredo Magni ha sviluppato un doppio DVD sull’allenamento dei tempi del portiere. 51 esercitazioni strutturate in modo didattico, con la collaborazione di SYNC-TIME, 2tsport e McDavid. Le proprie teorie sulla ricerca dei migliori sincronismi di gioco per il portiere di calcio, sono state oggetto di relazioni congressuali e di proficue collaborazioni con importanti accademie di tennis (Footwork tennis trainer) per l’applicazione delle metodologie connesse anche in questo settore sportivo.

Alfredo Magni

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