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Un rigorista su quattro fa cilecca

Lo studio sui tiri dagli undici metri svela dati sorprendenti: dal 95% di penalty segnati nel 1992 ora si è scesi fino al 75%. In Italia sono raddoppiate le parate dei portieri!

Di Massimo Vitelli, IlTempo

Uno contro l’altro. Undici metri di distanza ed un pallone come arma. Il calcio di rigore trasforma per un momento uno sport di squadra in uno in individuale. Il frastuono dello stadio si spegne lasciando spazio e tempo ad un silenzio d’attesa. Poi il fischio dell’arbitro. Tutti gli occhi puntati sul duello, qualche istante e ci sarà il verdetto senza appello, che distribuirà gioia e amarezza in parti uguali.

Massi alcuni anni fa le chance che fosse il portiere a sorridere erano ridotte al lumicino, oggi non è più così. La percentuale delle realizzazioni, infatti, è scesa drasticamente in quanto la tecnologia si è schierata dalla parte del più debole. Le statistiche parlano chiaro: con l’ausilio di schede, filmati, moviole e grafici, gli estremi difensori studiano attentamente chi vuole farli secchi dal dischetto, con il risultato di riuscire spesso nell’impresa di dire no.

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Smartbeats ha messo i dati ottenuti da un’analisi approfondita della questione nero su bianco. La prima scheda pubblicata riguarda l’andamento dei rigori in premier league dal 1992 al 2016. Ebbene, nonostante il grafico risulta ovviamente a zig-zag. è evidente come i “killer da penalty” abbiano sempre meno vita facile. Dal 1992 il 1998, circa il 95% dei tentativi si è concluso con il gol. Poi, la percentuale ha iniziato a crollare vertiginosamente, raggiungendo il 75% nel 2007. A questo punto, i rigoristi devono essere corsi ai ripari con delle contromosse in quanto le reti dagli undici metri sono state fino al 2009 quasi l’80%.

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Ed è qui, che la battaglia deve essere diventata senza esclusione di colpi, perché negli ultimi sette anni la linea che traccia l’esito dei rigori ha iniziato a prendere l’ascensore su e giù, senza mantenere un trend significativo che possa consentire di indicarne un indubbio andamento. Smartbets ha anche messo a confronto cosa accade nei principali campionati europei esclusa la premier league, realizzando un grafico con i risultati ottenuti in Serie A, nella Lega, in Bundesliga e in Ligue 1 nelle stagioni che vanno dalla 2011/12 alla 2015/16.

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Ne escono trionfatori calciatori che militano nel campionato tedesco, che con tre tornei su cinque vincono la medaglia d’oro dei realizzatori. Studiando nello specifico la Serie A, invece, si capisce facilmente come nel corso degli anni i nostri portieri siano migliorati nell’uno contro uno più emozionante del calcio passando da un 12% di successi all’attuale 24,14%.

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“Sono convinto che un rigore sbagliato sia più il risultato di un errore di chi lo calcia piuttosto che di una prodezza di chi lo para. – dichiara a Il Tempo Giovanni Cervone, estremo difensore della Roma dal 1989 al 1997 – Certamente negli ultimi anni portieri studiano le statistiche e vedono i filmati. Ma anche se si riesce ad andare dalla parte giusta non sempre si finisce con l’avere la meglio. Io non sapevo nulla dei miei avversari. Quando andavano sul dischetto li guardavo solo negli occhi”. E spesso bastava.

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