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Marco Silvestri 9 gare senza gol

Fonte Gazzetta dello sport del 12-06-2020

Il numero uno del Verona ha numeri da record.

Il campionato di Marco Silvestri riprenderà con una partita da ex (contro il Cagliari, squadra con cui ha debuttato il 27 aprile 2014). Giunto ormai alla sua terza stagione con il Verona, la seconda da titolare, il portiere ha collezionato dei buoni risultati. I numeri raccontano la bontà del suo rendimento fino allo stop. È lui infatti, l’estremo difensore che per più volte ha chiuso una gara senza prendere gol. È successo in 9 occasioni, contribuendo a limitare il numero di reti subite (26 su 25 partite). L’ Hellas Verona è la neopromossa che ha subito meno marcature dai tempi della Juventus nella stagione 2007-2008 (per i bianconeri furono 21 reti). Infine Silvestri è il portiere con la più alta percentuale di parate compiute: il 75,7% (fonte OPTA). Sotto la guida del preparatore Massimo Cataldi, Silvestri non ha mai smesso di completarsi. Ricomincia il Verona, ricomincia la sua annata.

Nato a Castelnovo ne’ Monti, in provincia di Reggio Emilia, Silvestri cresce nel settore giovanile del Modena e nella stagione 2009-2010 viene aggregato alla prima squadra come sostituto di Enrico Alfonso e Antonio Narciso, debuttando in coppa Italia. Nell’agosto del 2010 Silvestri viene acquistato dal Chievo come portiere della Primavera e viene aggregato alla prima squadra come terzo portiere senza però esordire in Serie A. La stagione successiva il portiere viene ceduto in prestito alla Reggiana, dove affronta il suo primo campionato da titolare. Tornato al Chievo per fine prestito, nel luglio del 2012 viene mandato al Padova in serie B, in cui nella stagione 2012-2013 si alterna con Luca Anania nel ruolo di titolare.

Nel mercato invernale del 2014 il Chievo, che continua a detenere il cartellino del giocatore, lo cede in prestito al Cagliari in cambio di Michael Agazzi. Silvestri esordisce con il club isolano il 27 aprile contro il Parma in una partita fondamentale per la stagione dei sardi (il titolare Avramov era squalificato). Le parate di Silvestri in quella partita (finirà 1-0 per i rossoblù) saranno decisive per il raggiungimento della salvezza da parte dei cagliaritani. Il 9 luglio 2014, il Chievo cede definitivamente il cartellino di Silvestri al Leeds United (con cui firma un contratto quadriennale), squadra partecipante alla Football League Championship ed esordisce il 9 agosto 2014 nella sconfitta per 2-0 contro il Millwall. Nella squadra inglese gioca come titolare per due stagioni nella FLC mettendosi in luce parando quattro rigori nella sua prima stagione. Nella terza stagione in Inghilterra gioca solo in EFL Cup ma lascia il segno nella stagione mettendo la sua firma nel passaggio di turno ai quarti parando tre rigori ai tiratori del Norwich.

Il 19 luglio 2017 torna a giocare in riva all’Adige, firmando un contratto quadriennale con l’altra squadra della città, ovvero l’Hellas Verona.Esordisce con i gialloblù il 29 novembre del 2017 proprio nella derby di Coppa Italia contro il Chievo, e il calcio di rigore da lui parato al suo ex-compagno di squadra Sergio Pellissier, dopo che la partita si era conclusa sull’1-1, è decisivo nella vittoria per 5-4 ai rigori che vale il passaggio del turno. A livello di serie A è invece il secondo di Nícolas, e gioca solamente 2 partite.

Nel torneo di 2018-2019 è il titolare del Verona e conclude il girone di andata senza assenze e confermandosi specialista nel neutralizzare i tiri dal dischetto con uno score di 3 su 3; per subire una rete su rigore ha dovuto attendere il 22 aprile 2019, quando nella partita persa in casa per 3-0 col Benevento è stato battuto da Massimo Coda. A fine stagione l’Hellas torna in Serie A grazie anche al suo contributo, tanto che il 4 novembre 2019 viene nominato miglior giocatore della stagione dell’Hellas. In massima serie viene confermato come titolare del club, fornendo buone prestazioni.

Fonte Wikipedia

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Lo stadio vuoto penalizza i portieri

Fonte Corriere della sera del 31-05-2020

Luca Marchegiani: Ci sarà un periodo di difficoltà per i portieri. E le partite ora pesano di più.
William Vecchi: Con lo stadio deserto si perdono ulteriori riferimenti: ci saranno più errori.

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Le big del calcio sdoppiano il portiere

La tendenza: il Bayern Monaco terrà Neuer e ha ingaggiato Alexander Nübel. Nel calcio di alto livello avere in rosa due grandi portieri è diventato indispensabile.

Per la prossima stagione il club tedesco ha ingaggiato dallo Schalke 04 il portiere Alexander Nübel, ma ha anche confermato l’eterno Neuer. Tale decisione non ha fatto altro che confermare una tendenza sempre più in vigore tra i top club europei: avere non uno, ma ben due portieri di caratura internazionale in rosa tra cui poter scegliere. Un trend sempre più diffuso tra le big mondiali. In Italia, ad esempio la Juventus ha la coppia Buffon-Szczesny ma in passato ci sono stati altri dualismi storici

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La costruzione del gioco: “L’evoluzione del portiere tra mode, principi e tradizione”

di Stefano Baroncini e Daniele Borri

La gestione del pallone con i piedi per il portiere ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta, una specifica del ruolo in continua evoluzione. Il primo grande cambiamento risale al 1992 con l’introduzione della regola che, su di un retropassaggio effettuato con il piede da parte di un compagno, nega al portiere la possibilità di impossessarsi del pallone con le mani. Da quel momento, tutto è cambiato. 

Luca Marchegiani, spiega senza particolari giri di parole, quanto questa novità regolamentare ha rappresentato un vero e proprio shock per i portieri del tempo: “Per me è stato drammatico! Non ho mai avuto la giusta attitudine al gioco con i piedi. Nella mia vita, è stata la prima volta che ho calciato una rimessa dal fondo.” È evidente come la prestazione dei numeri uno e di conseguenza anche le proposte di allenamento si modificarono per far fronte a questo grande cambiamento.

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Scouting del portiere: alla ricerca del talento

di Daniele Borri e Marco Borri

In questi anni si è scritto molto sullo scouting dei calciatori di movimento, ma meno è stato fatto per la figura del portiere. Quello dell’osservazione dei numeri uno è un ramo del settore che lascia ancora spazio ad approfondimenti e sviluppi. 

Quello del portiere è un ruolo molto particolare, si tratta di “uno sport nello sport”, una disciplina individuale all’interno di un contesto di squadra, che per questo necessita di competenza specifica da parte di chi osserva. 

Con questo articolo vogliamo cercare di offrire alcuni spunti per rendere il più oggettivo e pratico possibile il lavoro di chi osserva, senza dimenticare l’importanza della “sensibilità ” dell’osservatore che è fondamentale.

Non esiste la formula del talento e riconoscerlo in uno sport situazionale come il calcio, in un ruolo come quello del portiere è ancora più complicato. Solo uno gioca in porta, il portiere non è duttile diversamente da quanto accade per altri ruoli. Solo questo rende l’idea di quanto per un portiere  sia molto più complesso emergere e, allo steso tempo, quanto sia “spietata” e complessa la selezione (anche in relazione alla continua evoluzione di questo sport).

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La preparazione della partita del portiere. Dall’analisi video all’allenamento

di Daniele Borri

La preparazione delle partite attraverso lo studio degli avversari è un aspetto che da decenni caratterizza le settimane di lavoro dei portieri e dei loro allenatori. Da questa analisi infatti, si possono trarre informazioni utili dalle quali costruire esercitazioni specifiche per la settimana di preparazione alla partita oltre che realizzare una presentazione video da poter condividere con il gruppo portieri prima della gara.
In passato quando non vi era la possibilità di procurarsi video perché inesistenti, l’analisi veniva spesso svolta spontaneamente dai portieri, i quali utilizzando riviste come “Il Calcio Illustrato” o “Il Guerin Sportivo”, si annotavano tutte le possibili informazioni che potevano essergli utili nel corso della stagione. Questa sorta di archivio personale veniva realizzato settimanalmente leggendo i tabellini e le varie informazioni che mettevano in evidenza le caratteristiche dei calciatori, tra le quali rigori e calci di punizione.
I portieri si trovavano così ad avere un proprio database che sfogliavano durante la settimana precedente il match, andando quindi a verificare se per caso nella distinta avversaria fosse presente qualche giocatore da loro annotato.
Con il passare del tempo le cose sono notevolmente cambiate. Oggi infatti, questo compito non è più svolto esclusivamente dai portieri, ma anche dai rispettivi allenatori di portieri che già intorno agli anni ’80 e ’90 iniziarono ad analizzare le prime immagini attraverso VHS per poi passare all’utilizzo dei DVD fino ad arrivare negli anni duemila “l’era digitale”, quindi all’utilizzo di piattaforme come ad esempio Wyscout .
Queste piattaforme per coloro che ne sono in possesso consentono un rapido accesso ad immagini video permettendo un più pratico approccio al lavoro rispetto al passato.

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Gli «Expected Goals» incoronano Szczesny

Fonte (Gazzetta dello sport 11-04-2020).

Wojciech Szczesny è uno dei giocatori meno appariscenti dalla Juve, ma anche tra i più decisivi. Per Opta, società appartenente al gruppo Perform di elaborazione dati sportivi con sede principale a Londra, il portiere polacco avrebbe dovuto subire quasi 10 reti in più. La prova che il suo costante rendimento ad alto livello è determinate.

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