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Pollersbeck, oltre il ruolo del portiere

Fino al Campionato Mondiale di calcio del 1990,  il portiere era solito agguantare il pallone con le mani dopo un passaggio del compagno con la finalità di annullare la pressione dell’avversario. Tutto cambia quando, nel 1992, la FIFA definisce una nuova regola, impedisce al portiere di prendere con le mani il pallone ricevuto da un retropassaggio se effettuato di piede. Per molti fu un duro colpo, tanto è vero che il difensore batteva rimesse dal fondo al posto del portiere, ragion per cui, nel 1994, il Mondiale Americano, stabilisce il confine tra l’interpretazione classica e contemporanea sull’ultimo difensore*. In tempi brevi, giocare con i piedi diviene una condizione necessaria. A tal proposito vengono introdotti via via nuovi mezzi di allenamento, non tarderanno di conseguenza cambiamenti anche nei campi tecnico, tattico e psicologico, frutto di filosofie di gioco già attivate in altre squadre. E’ l’alba del portiere moderno, primo attaccante e capace con i piedi anche sotto pressione durante manovre organizzate. Un nuovo modo di giocare, senza dubbio più completo ma altrettanto più complesso.

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Jgoalkeeper: presa e destrezza

Come riesce il portiere a trattenere il pallone che gli sta sfuggendo dalle mani? L’estremo difensore percepisce la poca aderenza con il pallone e, con le dita, effettua dei movimenti fini ma decisi per evitare il distacco. Gli esercizi di manualità sono un ottimo strumento propedeutico per il gesto tecnico della presa e imparare a destreggiarsi con l’oggetto di gioco è un’attività che dipende dalla capacità coordinativa occupo-manuale. Tutte le attività sportive di coordinazione ovulo-manuale sono open skill.

 

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Da grandi azioni derivano grandi capacità 😜 #ilnumero1 #goalkeeper #portiere #golie #portero #howard #buffon

Un post condiviso da Marco Garofalo (@marcogflo) in data:

In definitiva, le mani del portiere sono come quelle di un chirurgo. Mani rozze pregiudicano il gesto tecnico della presa (leggi anche: https://www.ilnumero1.it/la-presa-alla-figura/). Continua a leggere Jgoalkeeper: presa e destrezza

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La partita vista dai pali: a Roma Szczesny para un rigore. Hart gioca il suo primo derby in Italia

di Giovanni Albanese (www.bordocampo.net)

Si è deciso tra i pali il big match tra Roma e Milan, che nell’ultimo turno di Serie A ha riassestato la classifica alle spalle della Juventus. Continua a leggere La partita vista dai pali: a Roma Szczesny para un rigore. Hart gioca il suo primo derby in Italia

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Lo scudo (Filippi Shield)

di Claudio Filippi e Daniele Borri

Allenare i portieri a opporsi ai colpi di testa avversari, riproducendo quanto accade in gara è abbastanza complesso. Ci viene in soccorso uno strumento da campo, lo scudo appunto, utile a tale scopo.

Stade de France, zona nord di Parigi, 12 luglio 1998. Sono passati 27 minuti dall’inizio della finale di Coppa del Mondo che vede il Brasile, detentore del titolo, affrontare i padroni di casa della Francia. I transalpini sono all’attacco e conquistano un corner. I brasiliani si chiudono in difesa, difendendo la porta di Taffarel con ben nove giocatori dentro l’area. Il calcio d’angolo battuto da Emmanuel Petit, finisce sulla testa di Zinedine Zidane, che svetta su tutti e insacca. La stessa scena, con l’identico protagonista, si ripete alla fine del primo tempo: è il 2-0 per l’unitici di Aimè Jacquet. Il Brasile è alle corde, non riesce a reagire, nonostante la superiorità numerica di cui godrà dal 68’ per l’espulsione di Marcel Desailly. Anzi, allo scadere del secondo tempo in contropiede, Petit siglerà il terzo gol. Veniamo dunque all’argomento. Veniamo ai colpi di testa di Zidane. Che dimostrano senza ombra di dubbio che il calcio non si gioca solo coi piedi, ma richiede la capacità di eseguire altri gesti ai quali i portieri devono sapersi opporre. Continua a leggere Lo scudo (Filippi Shield)

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L’allenamento del portiere con il Filippi Shield: il video!

Lunedì 9 maggio è andato in scena al Cimiano lo stage di aggiornamento tecnico per allenatori “il portiere nel 2016: metodologie e strumenti di allenamento”, presentato dalla Calzetti Mariucci, patrocinato dall’Università degli Studi dell’Insubri e coordinato da Claudio Filippi (Juventus F.C. prima squadra), coadiuvato da Daniele Borri​, allenatore dei portieri del settore giovanile bianconero. Continua a leggere L’allenamento del portiere con il Filippi Shield: il video!

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Squizzi: “Cross insidiosi? Ecco come affinare la lettura”

La redazione pubblica l’articolo redatto da Sergio Baldini per  Tuttosport in data 6-5-2016 sull’allenamento dei portieri sulle uscite alte. L’autore dell’articolo tecnico è il Mister Lorenzo Squizzi.

Moduliamo il lavoro sui traversoni in base alle caratteristiche degli esterni che affrontiamo

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Alex Brunner: I portieri stranieri 
e quel difetto di uscire con i piedi

La redazione pubblica l’intervista al Mister Alex Brunner (il suo profilo sul blog è disponibile a questa pagina, mentre la nostra intervista a questa pagina) da Tuttosport a seguito di bella iniziativa:

Ogni settimana migliaia di allenatori abilitati Aiac viaggiano nei vari centri sportivi d’Italia per studiare allenamenti e metodologie di lavoro dei colleghi più famosi. Un modo per aggiornarsi e migliorarsi nel lavoro quotidiano con le proprie squadre, che siano professionistiche o dilettanti. Con l’iniziativa “Io alleno così” abbiamo deciso di scendere in campo – e in panchina – anche noi di Tuttosport. Non ci muoveremo da soli: ogni volta porteremo con noi domande (scriveteci: allenatori@tuttosport.com) e curiosità di migliaia di tecnici, senza distinzione di categorie. Un’occasione unica per approfondire varie tematiche e per vedere il calcio da un altro punto di vista, che poi forse è anche quello più bello.

Siamo partiti con Di Francesco, da Sassuolo, e nei prossimi mesi – a partire da venerdì prossimo con Donadoni – faremo visita a tutti gli allenatori.

Buona lettura.

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e quel difetto di uscire con i piedi