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La partita vista dai pali: Pepe Reina respinge la rimonta dei giallorossi in Roma-Napoli

di Giovanni Albanese (www.bordocampo.net)

Puoi essere ricordato per una grande parata riuscita, puoi essere messo in discussione per una parata mal riuscita. E’ il vecchio, affascinante, mestiere del portiere, bellezza. E’ quello straordinario punto di vista dal quale in pochi riescono a guardare, anche coloro che pensano di apprezzare le maglie con il numero uno. Tra i tanti luoghi comuni che riguardano gli estremi difensori, si dice che un portiere si riconosce subito perché solitamente è il più folle del gruppo. Forse perché, oltre alla tecnica, si affida al suo istinto per esaltare la reattività. O magari, semplicemente, perché riesce a nascondere la sua spiccata intelligenza per muoversi un attimo prima che la palla arrivi dove lui ha già immaginato. Questione di attimi, frazione di secondi, per fare la differenza.

Chi ama questo mestiere sa che nella prodezza di Reina, in Roma-Napoli, non c’è solo un miracolo che consente ai partenopei di espugnare lo Stadio Olimpico, laddove nessuno era riuscito a passare nell’ultimo anno e mezzo. Così come comprende che quel mezzo secondo di ritardo sull’uscita di Szczesny su Mertens è determinata da una normale situazione di gioco. Certo che il big match della ventisettesima giornata di Serie A ha proposto anche una bella sfida tra i portieri: riavvolgiamo il nastro e riguardiamola insieme attraverso i numeri.

Reina in Roma-Napoli parata

Reina ha compiuto quattro parate: due su Perotti e una su Nainggolan, oltre a quella spettacolare sul tiro di Perotti, deviata sulla traversa. Szczesny di parate ne ha fatte due, una a inizio ripresa su Mertens e una prodigiosa sul finale su Rog. L’estremo difensore della Roma gestisce meglio la palla, ottenendo l’83% di passaggi riusciti, cercando sempre l’appoggio a un compagno sull’esterno basso. Mentre il numero uno del Napoli è meno incisivo sui passaggi, sbagliando tutti i lanci lunghi. L’esperienza di Reina, alla fine dei conti, pesa di più sullo scontro diretto con il giovane Szczesny, tradito dal compagno di squadra, Fazio, sulla seconda rete.
Tra i pali, tecnica ed esperienza si fondono col passare del tempo, attraverso partite che mettono sotto pressione. Un percorso che è toccato anche agli estremi difensori più talentuosi come Handanovic e Hart, che hanno affrontato due giovani, Gabriel e Posavec, sotto i riflettori nelle ultime ore per qualche defezione di troppo in Cagliari-Inter e Torino-Palermo. Puoi essere ricordato per una grande parata riuscita, puoi essere messo in discussione per una parata mal riuscita, si diceva prima. E forse, proprio per questo, le valutazioni esagerate sulle prestazioni dei giovani numeri uno andrebbero un attimo riviste con maggiore ponderatezza.

LE ALTRE PARTITE DI SERIE A VISTE DAI PALI

ATALANTA – FIORENTINA
Berisha – Una bella parata su Tello, bene sulle uscite.
Tatarusanu – Un paio di interventi prodigiosi su Freuler e Petagna.

BOLOGNA – LAZIO
Mirante – Evita almeno due gol oltre a quelli subiti.
Strakosha – Si mostra abbastanza sicuro sulle uscite.

CROTONE – SASSUOLO
Cordaz – Grazie a qualche suo buon intervento la porta resta inviolata.
Consigli – Poche volte impegnato, ma si fa trovare sempre pronto.

EMPOLI – GENOA
Skorupski – Poche responsabilità sulle reti subite.
Lamanna – Trasmette sicurezza a tutto il reparto difensivo, buona gestione della palla.

MILAN – CHIEVO
Donnarumma – Due parate importanti su Birsa, una nel primo tempo e una nel secondo.
Sorrentino – Bravo in occasione del calcio di rigore, avrebbe potuto fare meglio sul primo gol subito.

SAMPDORIA – PESCARA
Viviano – Bene nel gioco con i piedi, non sbaglia sulle uscite.
Bizzarri – Chiude lo specchio su Praet, Muriel e Barreto.

UDINESE – JUVENTUS
Karnezis – Spettatore non pagante nel primo tempo, poi si fa battere da Bonucci in mischia.
Buffon – Subisce la rete di Zapata in un duello, per il resto nulla da segnalare.

I PORTIERI ITALIANI IN CAMPO ALL’ESTERO
SALVATORE SIRIGU (Osasuna) – Paga ancora una volta per colpe non sue. Il reparto difensivo si mostra il più debole della Liga spagnola. Stagione di sofferenza.
ANTONIO DONNARUMMA (Asteras Tripoli) – Thuram lo trafigge due volte sul finale di gara e lui non è completamente privo di responsabilità.
NICOLA LEALI (Olympiakos) – Subisce ancora il calo di tensione dei suoi compagni di squadra, che si ripropone ormai da tre partite.

 

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