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Parate amicizia e scherzi Juve, il clan dei portieri

di Paolo Pirisi (Tuttosport)

Szczesny, Buffon e Pinsoglio si allenano sempre insieme: ne è nato un club che si frequenta anche fuori dal campo

In ogni famiglia, esiste un capo. La cosiddetta persona che porta i pantaloni. Nel gruppo di portieri della Juventus l’identikit è presto fatto: Claudio Filippi, il preparatore apprezzato da tutti, considerato non solo un collaboratore tecnico, ma spesso persino un confidente, una persona con la quale potersi confrontare quotidianamente. L’armonia che si è creata giorno dopo giorno negli anni, sul campo, ha fatto sì che i numeri uno passati da Vinovo e dalla Continassa componessero una vera e propria famiglia. In cui tutti sono importanti. E tutti, allo stesso modo, indispensabili.

Quest’anno il nucleo ha i seguenti membri: Wojciech Szczesny, Gigi Buffon e Carlo Pinsoglio. Non
ci sarà più Mattia Perin, nonostante non si sia concretizzato il trasferimentoche pareva già definito nei dettagli col Benfica, ma si è ricomposta la squadra di due anni fa. E da allora non è cambiato nulla nel rapporto fra i tre, anzi il tempo ha fatto sì che la stima e l’amicizia venisse ulteriormente rafforzata. Non è un caso che Szczesny abbia accolto col sorriso il ritorno di Buffon al capezzale bianconero. E i sorrisi, mai come in questa storia, non sono affatto di circostanza. C’è un rapporto professionale straordinariamente solido fra i due, che altro non è che il riflesso di una splendida relazione umana. Nell’intervista esclusiva realizzata da Tuttosport a Szczesny a marzo del 2018, il portiere polacco, a precisa domanda sui compagni con i quali avesse legato maggiormente, non ebbe dubbi nella risposta: «Con Pinsoglio, Del Favero e Buffon siamo andati un po’ a cena. È sempre così: portiere sta con portiere, perché ci alleniamo insieme e poi solo il portiere può capire bene il lavoro del portiere. Quando parliamo di calcio parliamo sempre fra di noi».

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Ed è qui che si torna ad analizzare la figura cardine che ha permesso questa connessione. Perché Filippi, preparatore sbarcato nel pianeta Juventus già ai tempi della parentesi di Gigi Delneri, è una persona equilibrata e ha trasmesso serenità a un reparto che, in un club come quello bianconero, ne ha bisogno come il pane. Così i suoi portieri, storicamente, hanno sempre creato una forte amicizia partendo dal lavoro sul campo. Non è un caso che uno degli uomini più apprezzati dei cicli vincenti di Conte e Allegri fosse Marco Storari, ottimo gregario, ma impareggiabile uomo di spogliatoio. Che ha sostenuto e supportato Buffon, il quale ora avrà l’occasione per ricambiare il favore. Non più con Storari naturalmente, ma con Szczesny. Lo spirito con il quale Gigi è tornato a casa è quello di chi sa quale missione gli spetta: dovrà dare e non togliere, questa la prima regola che ha sbandierato con orgoglio sin dal primo giorno alla Continassa. E nei fatti ha rispettato ogni parola: ha rifiutato il favore del polacco, che gli ha offerto di vestire nuovamente la maglia numero 1. Gigi ha detto no, scegliendo la storica 77, perché sa che è la strada migliore per tenere unito un legame che in questa stagione verrà ancor più rinvigorito. In allenamento, in partita e magari in qualche cena a base di risate. Insieme anche a Pinsoglio, che da terzo portiere ha conquistato il rispetto e l’ammirazione di tutti. Ride e scherza con i colleghi di reparto ed è un buon amico per tutto il resto della truppa: il suo #DaiUnPoEh, su Instagram, è da tempo virale. Allegri, nelle ultime giornate di campionato delle ultime due stagioni contro Verona e Sampdoria, gli ha concesso lo spazio che merita. Non solo per riconoscenza, ma anche perché è sempre stato ritenuto tecnicamente all’altezza della Juventus, che non regala niente a nessuno e non fa nulla per caso. Anche Sarri se lo terrà stretto, ma più di lui lo faranno Szczesny e Buffon. Compagni, amici, fratelli. Semplicemente portieri.

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