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A Milano la scuola di tecnica del portiere

L’ A.S. Masseroni Marchese 1948 è una delle società sportive più importanti e gloriose di Milano. Figura come scuola calcio affiliata alla Juventus (Juventus Academy)

La Masseroni Marchese affonda le sue radici nel lontano 1948. Erano gli anni difficili di un’Italia appena uscita a pezzi dalla guerra ed ancora ben lontana dal boom economico. Tuttavia in questo difficile contesto, Carlo Masseroni, allora presidente dell’Internazionale F.C., fondò la Società che ancor oggi porta il suo nome. Verso la fine degli anni ’90 e con l’inizio del Nuovo Millennio, dopo alcuni cambiamenti di sede a causa della costruzione del nuovo polo fieristico, vi é stato il rilancio della Masseroni Marchese, con la progettazione e la realizzazione del centro sportivo G. Catozzi.  Continua a leggere A Milano la scuola di tecnica del portiere

La tecnica del portiere – spedizione espresso

“E’ possibile leggere in anteprima alcuni contenuti del libro La tecnica del portiere a questa pagina“.

Il nono libro della Collana “Gli Indispensabili” de Il Nuovo Calcio.

Una collana di libri “pronti all’uso”, una serie di testi da “campo”, pratici, facilmente fruibili, che trattano i temi più attuali dell’allenamento, fisico e tecnico-tattico.

Presa, rialzata, parata in tuffo, uscita bassa, a contrasto, a muro e alta, respinte di pugno, rilanci con i piedi e le mani: questi i gesti tecnici fondamentali per il portiere. Sono tutti spiegati e illustrati nel manuale scritto da Claudio Filippi (responsabile dell’area portieri e allenatori della prima squadra della Juventus) e Daniele Borri (allenatore dei portieri del settore giovanile bianconero e collaboratore della prima squadra).

Il libro è dedicato a tutti gli allenatori dei portieri che desiderano conoscere e insegnare nel modo corretto la tecnica propria del ruolo.

Grazie ad una serie di sequenze fotografiche e di progressioni didattiche con esercitazioni, potete trovare tutto quello che c’è da sapere sulle gestualità dell’estremo difensore, oltre alla spiegazione del modello prestativo.

Autori: Claudio Filippi, Daniele Borri

Numero pagine: 132

La tecnica del portiere – spedizione ordinaria

“E’ possibile leggere in anteprima alcuni contenuti del libro La tecnica del portiere a questa pagina“.

Il nono libro della Collana “Gli Indispensabili” de Il Nuovo Calcio.

Una collana di libri “pronti all’uso”, una serie di testi da “campo”, pratici, facilmente fruibili, che trattano i temi più attuali dell’allenamento, fisico e tecnico-tattico.

Presa, rialzata, parata in tuffo, uscita bassa, a contrasto, a muro e alta, respinte di pugno, rilanci con i piedi e le mani: questi i gesti tecnici fondamentali per il portiere. Sono tutti spiegati e illustrati nel manuale scritto da Claudio Filippi (responsabile dell’area portieri e allenatori della prima squadra della Juventus) e Daniele Borri (allenatore dei portieri del settore giovanile bianconero e collaboratore della prima squadra).

Il libro è dedicato a tutti gli allenatori dei portieri che desiderano conoscere e insegnare nel modo corretto la tecnica propria del ruolo.

Grazie ad una serie di sequenze fotografiche e di progressioni didattiche con esercitazioni, potete trovare tutto quello che c’è da sapere sulle gestualità dell’estremo difensore, oltre alla spiegazione del modello prestativo.

Autori: Claudio Filippi, Daniele Borri

Numero pagine: 132

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Maignan: lancio di 77 metri per Leao, così è nato il goal del vantaggio

Maignan

La Samp ci veniva a prendere, è stato conveniente provare il lancio; bravi Leao e Maignan – Stefano Pioli nel post partita di Milan-Sampdoria [Fonte La gazzetta dello sport 14-02-2022]

Un’azione di 8 secondi stende la Samp. Con un lancio di 76,58 metri, il portiere del Milan ha messo in moto Rafa Leao. Frutto di uno schema, provato e riprovato durante gli allenamenti, la squadra rossonera è passata in vantaggio. L’attaccante rossonero con soli 3 tocchi è riuscito a centrare la porta e a superare Falcone con una strategia da usare contro le difese alte . Contro la Samp è riuscito alla perfezione. Grazie anche a Rafael Leao, investimento difeso con decisione, e a Mike Maignan. In questa stagione, il numero uno del Milan ci ha più volte dimostrato le sue qualità di regista arretrato. Era capitato, caso del destino, sempre contro la Samp all’andata, però c’era stato un intervento di Calabria prima di arrivare al gol di Brahim Diaz (mentre Leao aveva tirato alto). Tanti anni fa sempre la Samp era stata colpita dal Parma con un fulmine simile firmato Ballotta- Asprilla. Poi negli anni, accade anche con l’intesa rossonera Rossi-Weah che lasciò di sasso la Lazio e con Nelson Dida in casa dell’Ascoli e goal di Inzaghi. Recentemente è stato di David Ospina il protagonista di un assist per Osimhen contro l’Atalanta il 17 ottobre del 2020. Ma questi gol sono sempre casi rari e frutto di abilità tecnica e scelta di tempo.

Il portiere è arrivato, dopo Gigio Donnarumma, dal Lilla e, a dire la verità, molti storcevano il naso. I dubbi erano molti ma, Magic Mike però non è il tipo che si spaventa. «Lavora come un matto, non si sa quando arriva a Milanello e quando va via. Secondo me lavora anche quando è a casa», ha raccontato Sandro Tonali. «Mike a centrocampo? Sarebbe una bella sfida. Ha la testa giusta per essere il portiere del Milan, vi dico soltanto che ha imparato l’italiano in cinque giorni». Maignan non è Gigio ma finora non è mai capitato ai tifosi di rimpiangere il ragazzo di casa partito a parametro zero.

Era il 29 Novembre 1992, Parma-Sampdoria. I protagonisti della partita furono il portiere e l’attaccante. Marco Ballatto ricorda così quella partita:

Ho visto il gol di Leao su lancio di Maignan e subito mi è tornata in mente l’azione che abbiamo disegnato io e Asprilla, sempre contro la Samp. Calcio d’angolo per loro, area affollata, io esco, blocco il pallone, vedo Tino che scatta e lo pesco con un lancio teso e preciso. Poi ci pensa lui a battere in velocità i difensori. Tre tocchi e uno a zero per noi: il massimo. Non so se fu proprio la prima [rete realizzata su assist del portiere n.d.r], di sicuro ce n’erano state poche. I portieri di solito rinviavano lungo e alto, non andavano a cercare il compagno, pensavano a spedire il pallone il più lontano possibile. Al principio degli anni Novanta, anche perché nel nostro campionato arrivò un portiere come Taffarel che era brasiliano e con i piedi ci sapeva fare parecchio, ci fu un’inversione di tendenza. Io mi allenavo sempre con Taffarel, cercavo di rubargli qualche segreto. Tecnicamente me la cavavo e cominciai a tentare qualche rilancio un po’ particolare. Provavamo tutto per mandare l’attaccante all’uno contro uno con il difensore. Se questo attaccante era Asprilla, si era certi che sarebbe arrivato al tiro: era così veloce che per fermarlo ci volevano le fucilate! E il rinvio diventava normale giocata, come se fosse il lancio di un difensore o di un centrocampista“.

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Estate 2021: l’Italia dei grandi maestri dello sport

Maestri

Se alle olimpiadi abbiamo battuto ogni record, il merito non è soltanto degli atleti ma anche degli allenatori. Spesso nell’ombra, i maestri giocano un ruolo determinante soprattutto come educatori.

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Il rigore inventato dal portiere

Rigore

di Andrea Schianchi (Corriere dello sport 23.05-2021)

Il calcio di rigore ha ispirato scrittori e deciso mondiali liberando la fantasia.

Il poeta spagnolo Canino José Cela lo ha definito «fa pena di morte del i calcio. Lo scrittore Osvaldo Soriano ci imbasti sopra una delle più belle storie di letteratura legate al pallone “iI rigore più lungo del mondo”. Un tiro che dura una settimana intera, perché il tremendo arbitro Herminio Silva sospende la partita, e alla fine quando il gioco riprende, El Cato Diaz, portiere dell’Estrella Polar, para la conclusione dell’attaccante ed è come se avesse estratto la pallina vincente della lotteria.

Irlanda del Nord, precisamente a Milford, tra il 1885 e il 1890. William Mc Crum, figlio di un imprenditore milionario è studente modello a Dublino presso il Trinity College, si divertiva a giocare a calcio al Milford Everton con il ruolo di portiere. Non era contento però dell’irruenza dei suoi compagni nella sua area di rigore, comportamento utilizzato per evitare la segnatura. Anziché esserne felice si lamentò e studiò un modo per porre rimedio a queste scorrettezze.

Nasce così il tiro “libero”, sanzione che si applicava per un intervento scorretto accaduto in area di rigore se compiuto dal giocatore difendente. L’idea di Mc Crum venne accolta con molte perplessità, e per poi raggiungere l’ok dai membri dell’International board il 2 giugno 1891 in un albergo di Glasgow. Da quel momento in poi fu introdotta ufficialmente la regola del calcio di rigore. Il primo tiro dal dischetto E venne ufficialmente calciato il 14 settembre 1891 a Wolverhampton in una partita tra i locali Wanderers e l’Accrington Stanley. Da quel momento in poi il calcio di rigore è una regola fissa del calcio mondiale.a tale regola a suscitato in noi emozioni forti e scosso le nostre memorie. Carlos Vidal fu il primo a calciare il primo rigore a un mondiale: era il 19 luglio 1930.il calciatore lo sbaglio, fu parato dal portiere e francese Alexis Thèpot che la stampa nazionale definì un eroe nonostante la sconfitta. La prima marcatura su calcio di rigore durante la massima competizione, avvenne nello stesso mondiale E nello stesso giorno dal messicano Manuel Rosas. Gli argentini invece, ricorderanno certamente i tre rigori sbagliati da Martin Palermo e nella stessa partita il 4 luglio 1999. Dopo la partita, il calciatore argentino ebbe il coraggio di dire: “se ci fosse stato un quarto rigore, avrei calciato anche quello“. Ci sono stati poi quelli che hanno calciato dal dischetto con la spensieratezza dei ragazzini.come non dimenticare Francesco Totti che nella semifinale dell’europeo del 2000 contro l’Olanda, incamminandosi verso il dischetto dice ad un compagno: “Mo’ je faccio er cucchiaio!”. E così fece, goal e Van Der Sar ipnotizzato. L’idea era venuta, 24 anni prima ad Antonin Panenka che in quel modo beffò Sepp Maier e regalò alla Cecoslovacchia il titolo europeo. Lo sguardo del portiere tedesco, tra lo stordito e l’arrabbiato, resta una delle immagini simboliche di chi si sente vittima di una beffa.

https://youtu.be/ROG4-QPIDgo

Ci sono stati momenti in cui però, i portieri si sono presi le loro rivincita andando loro stessi sul dischetto di rigore. I più anziani ricorderanno Sentimenti IV, che nella sua carriera segno cinque rigori di cui uno a suo fratello Arnaldo. In Sudamerica precisamente in Brasile, tutti ricorderanno Rogério Ceni, che con il San Paolo ha realizzato la bellezza di 69 rigori. Come non dimenticare Chilavert, che al contrario di Martin Palermo, né segno tre in una sola partita. Renè Higuita, che di fronte al collega avversario cominciava con le smorfie, le finte, i saltelli e tutte quelle bizzarrie che lo hanno reso famoso. Ad ogni modo non esiste un modo perfetto per calciare un calcio di rigore, persino gli esperti informatici non hanno trovato una soluzione. Li hanno sbagliati migliori al mondo da Maradona Pelé, e li hanno segnati sconosciuti su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo. Forse perché più che la tecnica e lo stile conta il cervello.

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La costruzione del gioco: “L’evoluzione del portiere tra mode, principi e tradizione”

di Stefano Baroncini e Daniele Borri

La gestione del pallone con i piedi per il portiere ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta, una specifica del ruolo in continua evoluzione. Il primo grande cambiamento risale al 1992 con l’introduzione della regola che, su di un retropassaggio effettuato con il piede da parte di un compagno, nega al portiere la possibilità di impossessarsi del pallone con le mani. Da quel momento, tutto è cambiato. 

Luca Marchegiani, spiega senza particolari giri di parole, quanto questa novità regolamentare ha rappresentato un vero e proprio shock per i portieri del tempo: “Per me è stato drammatico! Non ho mai avuto la giusta attitudine al gioco con i piedi. Nella mia vita, è stata la prima volta che ho calciato una rimessa dal fondo.” È evidente come la prestazione dei numeri uno e di conseguenza anche le proposte di allenamento si modificarono per far fronte a questo grande cambiamento.

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