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Maignan: lancio di 77 metri per Leao, così è nato il goal del vantaggio

Maignan

La Samp ci veniva a prendere, è stato conveniente provare il lancio; bravi Leao e Maignan – Stefano Pioli nel post partita di Milan-Sampdoria [Fonte La gazzetta dello sport 14-02-2022]

Un’azione di 8 secondi stende la Samp. Con un lancio di 76,58 metri, il portiere del Milan ha messo in moto Rafa Leao. Frutto di uno schema, provato e riprovato durante gli allenamenti, la squadra rossonera è passata in vantaggio. L’attaccante rossonero con soli 3 tocchi è riuscito a centrare la porta e a superare Falcone con una strategia da usare contro le difese alte . Contro la Samp è riuscito alla perfezione. Grazie anche a Rafael Leao, investimento difeso con decisione, e a Mike Maignan. In questa stagione, il numero uno del Milan ci ha più volte dimostrato le sue qualità di regista arretrato. Era capitato, caso del destino, sempre contro la Samp all’andata, però c’era stato un intervento di Calabria prima di arrivare al gol di Brahim Diaz (mentre Leao aveva tirato alto). Tanti anni fa sempre la Samp era stata colpita dal Parma con un fulmine simile firmato Ballotta- Asprilla. Poi negli anni, accade anche con l’intesa rossonera Rossi-Weah che lasciò di sasso la Lazio e con Nelson Dida in casa dell’Ascoli e goal di Inzaghi. Recentemente è stato di David Ospina il protagonista di un assist per Osimhen contro l’Atalanta il 17 ottobre del 2020. Ma questi gol sono sempre casi rari e frutto di abilità tecnica e scelta di tempo.

Il portiere è arrivato, dopo Gigio Donnarumma, dal Lilla e, a dire la verità, molti storcevano il naso. I dubbi erano molti ma, Magic Mike però non è il tipo che si spaventa. «Lavora come un matto, non si sa quando arriva a Milanello e quando va via. Secondo me lavora anche quando è a casa», ha raccontato Sandro Tonali. «Mike a centrocampo? Sarebbe una bella sfida. Ha la testa giusta per essere il portiere del Milan, vi dico soltanto che ha imparato l’italiano in cinque giorni». Maignan non è Gigio ma finora non è mai capitato ai tifosi di rimpiangere il ragazzo di casa partito a parametro zero.

Era il 29 Novembre 1992, Parma-Sampdoria. I protagonisti della partita furono il portiere e l’attaccante. Marco Ballatto ricorda così quella partita:

Ho visto il gol di Leao su lancio di Maignan e subito mi è tornata in mente l’azione che abbiamo disegnato io e Asprilla, sempre contro la Samp. Calcio d’angolo per loro, area affollata, io esco, blocco il pallone, vedo Tino che scatta e lo pesco con un lancio teso e preciso. Poi ci pensa lui a battere in velocità i difensori. Tre tocchi e uno a zero per noi: il massimo. Non so se fu proprio la prima [rete realizzata su assist del portiere n.d.r], di sicuro ce n’erano state poche. I portieri di solito rinviavano lungo e alto, non andavano a cercare il compagno, pensavano a spedire il pallone il più lontano possibile. Al principio degli anni Novanta, anche perché nel nostro campionato arrivò un portiere come Taffarel che era brasiliano e con i piedi ci sapeva fare parecchio, ci fu un’inversione di tendenza. Io mi allenavo sempre con Taffarel, cercavo di rubargli qualche segreto. Tecnicamente me la cavavo e cominciai a tentare qualche rilancio un po’ particolare. Provavamo tutto per mandare l’attaccante all’uno contro uno con il difensore. Se questo attaccante era Asprilla, si era certi che sarebbe arrivato al tiro: era così veloce che per fermarlo ci volevano le fucilate! E il rinvio diventava normale giocata, come se fosse il lancio di un difensore o di un centrocampista“.

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Ospina e Meret, i portieri girevoli

fonte Il Mattino edizione del 07-03-2020
La sfida del portiere Colombiano, diventato titolare a Napoli, con il giovane portiere italiano Alex Meret.

Fino a 3 mesi fa, David Ospina, con il Mister Ancelotti, aveva racimolato 5 presenze da titolare in campionato su 15 e, zero presenze in Champions League. Con l’arrivo di Gattuso tutto ha preso un’altra piega. La decisione ultima, puntare sul più esperto. Ospina ovviamente non ha battuto ciglio, aspettava questa opportunità da ben due anni, da quando lasciò il Club in Inghilterra (Arsenal), facendo il secondo a Cech. Dicono che il pregio sia il suo carattere glaciale e che il suo idolo da bambino era Valderrama. In Colombia, all’età di 7 anni, giocando in porta, ogni volta che prendeva goal piangeva dalla rabbia. Un carattere forte già da piccolo, a dimostrazione del fatto che il colombiano è uno di quelli che sa alzare la voce, non teme il contrasto e gioca bene con i piedi. Il suo temperamento si è palesato nelle recenti prestazioni. L’errore di Roma contro la Lazio avrebbe dovuto metterlo KO, invece, il nuovo numero uno partenopeo, si e’ dimostrato all’altezza del compito giocando una bene appena 3 giorni dopo nella partita di Coppa Italia. Nel 2020 ha saltato solo 3 gare, la fiducia data dal Mister Gattuso è stata ripagata. Ormai non è più la riserva ma il titolare, non accadeva dai tempi del Nizza (stagione 2013-2014).

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Il numero 12 non è più in catene “con il turnover giocano tutti”

di Maurizio Crosetti (La Repubblica 26-09-2018)

Nove portieri della Serie A erano riserve lo scorso anno: nessuno è più titolare per sempre. Il calendario fitto e il gioco con i piedi hanno allargato le rose pure in questo ruolo.

Nel calcio mutante, il dodicesimo uomo non esiste più. Essere portiere di riserva è stata per decenni una scelta e insieme una condanna alla prigione della panchina, fine pena mai. Ma adesso è cambiato tutto, si gioca sempre (tre volte in otto giorni in questo turno di campionato stretto tra le Coppe) e servono tanti, troppi calciatori. Anche nel ruolo in teoria più rigido e meno intercambiabile, il portiere appunto, la titolarità è spesso astratta, non più un abito da indossare in eterno. Addirittura 9 portieri titolari in serie A erano riserve l’anno scorso. Stasera nella Juventus gioca Perin, dodicesimo dell’ex dodicesimo Szczesny. La catena della riserva liberata riguarda le grandi (la Juve, ma anche il Napoli con Ospina che era la riserva di Cech all’Arsenal), le medie (l’Atalanta si affida a Gollini, il Bologna a Skorupski che stava fuori alla Roma) e le medio/piccole (Sepe a Parma, Scuffet all’Udinese, Marchetti al Genoa, Gomis alla Spal, Terracciano all’Empoli). In porta c’è posto. Continua a leggere Il numero 12 non è più in catene “con il turnover giocano tutti”