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Le big del calcio sdoppiano il portiere

La tendenza: il Bayern Monaco terrà Neuer e ha ingaggiato Alexander Nübel. Nel calcio di alto livello avere in rosa due grandi portieri è diventato indispensabile.

Per la prossima stagione il club tedesco ha ingaggiato dallo Schalke 04 il portiere Alexander Nübel, ma ha anche confermato l’eterno Neuer. Tale decisione non ha fatto altro che confermare una tendenza sempre più in vigore tra i top club europei: avere non uno, ma ben due portieri di caratura internazionale in rosa tra cui poter scegliere. Un trend sempre più diffuso tra le big mondiali. In Italia, ad esempio la Juventus ha la coppia Buffon-Szczesny ma in passato ci sono stati altri dualismi storici

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La costruzione del gioco: “L’evoluzione del portiere tra mode, principi e tradizione”

di Stefano Baroncini e Daniele Borri

La gestione del pallone con i piedi per il portiere ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta, una specifica del ruolo in continua evoluzione. Il primo grande cambiamento risale al 1992 con l’introduzione della regola che, su di un retropassaggio effettuato con il piede da parte di un compagno, nega al portiere la possibilità di impossessarsi del pallone con le mani. Da quel momento, tutto è cambiato. 

Luca Marchegiani, spiega senza particolari giri di parole, quanto questa novità regolamentare ha rappresentato un vero e proprio shock per i portieri del tempo: “Per me è stato drammatico! Non ho mai avuto la giusta attitudine al gioco con i piedi. Nella mia vita, è stata la prima volta che ho calciato una rimessa dal fondo.” È evidente come la prestazione dei numeri uno e di conseguenza anche le proposte di allenamento si modificarono per far fronte a questo grande cambiamento.

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Scouting del portiere: alla ricerca del talento

di Daniele Borri e Marco Borri

In questi anni si è scritto molto sullo scouting dei calciatori di movimento, ma meno è stato fatto per la figura del portiere. Quello dell’osservazione dei numeri uno è un ramo del settore che lascia ancora spazio ad approfondimenti e sviluppi. 

Quello del portiere è un ruolo molto particolare, si tratta di “uno sport nello sport”, una disciplina individuale all’interno di un contesto di squadra, che per questo necessita di competenza specifica da parte di chi osserva. 

Con questo articolo vogliamo cercare di offrire alcuni spunti per rendere il più oggettivo e pratico possibile il lavoro di chi osserva, senza dimenticare l’importanza della “sensibilità ” dell’osservatore che è fondamentale.

Non esiste la formula del talento e riconoscerlo in uno sport situazionale come il calcio, in un ruolo come quello del portiere è ancora più complicato. Solo uno gioca in porta, il portiere non è duttile diversamente da quanto accade per altri ruoli. Solo questo rende l’idea di quanto per un portiere  sia molto più complesso emergere e, allo steso tempo, quanto sia “spietata” e complessa la selezione (anche in relazione alla continua evoluzione di questo sport).

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La preparazione della partita del portiere. Dall’analisi video all’allenamento

di Daniele Borri

La preparazione delle partite attraverso lo studio degli avversari è un aspetto che da decenni caratterizza le settimane di lavoro dei portieri e dei loro allenatori. Da questa analisi infatti, si possono trarre informazioni utili dalle quali costruire esercitazioni specifiche per la settimana di preparazione alla partita oltre che realizzare una presentazione video da poter condividere con il gruppo portieri prima della gara.
In passato quando non vi era la possibilità di procurarsi video perché inesistenti, l’analisi veniva spesso svolta spontaneamente dai portieri, i quali utilizzando riviste come “Il Calcio Illustrato” o “Il Guerin Sportivo”, si annotavano tutte le possibili informazioni che potevano essergli utili nel corso della stagione. Questa sorta di archivio personale veniva realizzato settimanalmente leggendo i tabellini e le varie informazioni che mettevano in evidenza le caratteristiche dei calciatori, tra le quali rigori e calci di punizione.
I portieri si trovavano così ad avere un proprio database che sfogliavano durante la settimana precedente il match, andando quindi a verificare se per caso nella distinta avversaria fosse presente qualche giocatore da loro annotato.
Con il passare del tempo le cose sono notevolmente cambiate. Oggi infatti, questo compito non è più svolto esclusivamente dai portieri, ma anche dai rispettivi allenatori di portieri che già intorno agli anni ’80 e ’90 iniziarono ad analizzare le prime immagini attraverso VHS per poi passare all’utilizzo dei DVD fino ad arrivare negli anni duemila “l’era digitale”, quindi all’utilizzo di piattaforme come ad esempio Wyscout .
Queste piattaforme per coloro che ne sono in possesso consentono un rapido accesso ad immagini video permettendo un più pratico approccio al lavoro rispetto al passato.

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Gli «Expected Goals» incoronano Szczesny

Fonte (Gazzetta dello sport 11-04-2020).

Wojciech Szczesny è uno dei giocatori meno appariscenti dalla Juve, ma anche tra i più decisivi. Per Opta, società appartenente al gruppo Perform di elaborazione dati sportivi con sede principale a Londra, il portiere polacco avrebbe dovuto subire quasi 10 reti in più. La prova che il suo costante rendimento ad alto livello è determinate.

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Lev Yashin, la leggenda del Ragno nero

Fonte Raffaele R. Riverso Tuttosport

30 anni fa moriva l’unico portiere in grado di vincere il Pallone d’Oro.

La storia racconta che Lev Yashin giocasse in porta in fabbrica, parando tutto ciò che i suoi colleghi gli lanciavano. Sono passati 30 anni dalla sua morte, giunta all’età di 60 anni per un tumore allo stomaco. Fumatore incallito, vizio che, nel 1982 gli provocò una trombosi con la conseguente amputazione di una gamba.

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Schroffenegger, la vita da para rigori

Fonte Ilaria Masini Tuttosport 18-03-2020

La numero uno della Florentia-San Gimignano è stata protagonista con la maglia della nazionale italiana al torneo dell’Algarve Cup. In particolare nella semifinale contro la Nuova Zelanda di dieci giorni fa quando è riuscita a neutralizzare il rigore: “Ero convinta di pararlo sin da quando l’arbitro ha fischiato. Poi è successo proprio così ed ero felice per la squadra. Era importante chiudere il primo tempo in vantaggio“.

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