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Da Donnarumma a Oblak fino a De Gea: se il portiere costa come un centravanti

Di Carlos Passerini

Prezzi alle stelle, Ederson pagato 40 milioni dal Manchester City. Zoff: “colpa della crisi del ruolo”. 

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La partita vista dai pali: Fort Donnarumma in Juventus-Milan! Esordio di Fulignati in Palermo-Roma

Fai una donazione per ANTI-CIPO ONLUS di Serena Grigioni, associazione nata per finanziare la ricerca sulla neuropatia delle piccole fibre periferiche e autonomiche. Tutti i dettagli nell’articolo e nel video. La Redazione

di Giovanni Albanese (www.bordocampo.net)

“Donnarumma è il futuro Buffon” ha detto l’allenatore Massimiliano Allegri, nel dopo partita di Juventus-Milan. Il valore dell’appena diciottenne rossonero si è visto tutto nel big match della ventisettesima giornata di Serie A, allo Juventus Stadium. Continua a leggere La partita vista dai pali: Fort Donnarumma in Juventus-Milan! Esordio di Fulignati in Palermo-Roma

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La partita vista dai pali: alta tensione in Milan-Napoli con Donnarumma e Reina

di Giovanni Albanese (www.bordocampo.net).

Interessante sfida tra portieri nel big match della ventunesima giornata di Serie A tra Milan e Napoli. Di fronte Donnarumma e Reina, rispettivamente la giovane promessa della scuola italiana e l’esperto della scuola spagnola. Impatto positivo per entrambi, con interventi decisivi specie nella ripresa. Il duello sfrontato è giunto al contatto allo scoccare del novantesimo, quando l’estremo difensore milanista si è spinto fino all’area di gioco avversaria alla ricerca disperata del pareggio e il suo tentativo è stato neutralizzato dal collega partenopeo. Per entrambi match in crescendo: tre parate, una rete subita, una traversa amica e due uscite su palla bassa per Reina, che alla fine ha portata a casa il bottino pieno; mentre Donnarumma ha subito due reti, pur compiendo tre parate e un’uscita su palla alta. Per il portiere del Milan due interventi su Mertens e uno su Callejon, tutti su palla bassa alla sua sinistra. Per Reina, invece, conclusioni abbastanza centrali di Sosa e Bacca, oltre alla palla di Donnarumma, come detto. Diversa la gestione della palla per far ripartire la propria squadra. Continua a leggere La partita vista dai pali: alta tensione in Milan-Napoli con Donnarumma e Reina

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La nona giornata di Serie A vista dai pali: è la giornata di Donnarumma vs Buffon

di Giovanni Albanese (www.bordocampo.net)

Un anno fa Gigio Donnarumma, classe 1999, faceva il suo esordio in Serie A in Milan-Sassuolo. Una scelta coraggiosa quella dell’allora allenatore rossonero Sinisa Mihajlovic, che buttò nella mischia la giovane promessa nella mischia alla luce delle indisponibilità di Diego Lopez e Cristian Abbiati. Gigio diventa il portiere più giovane della storia a esordire dal primo minuto, il secondo in assoluto dopo Gianluca Pacchiarotti, subentrato in un Pescara-Perugia nel 1980.Oggi di cose ne sono cambiate, Donnarumma è diventato il primo portiere del Milan e si è guadagnato nel frattempo anche la Nazionale, lavorando in azzurro accanto al suo idolo Gigi Buffon.

La sfida tra i due nell’ultimo Milan-Juventus, in quella serata che, episodi e decisioni arbitrali a parte, ha visto subire una rete entrambi.Il giovane del Milan è stato impegnato più volte, specie nel primo tempo e risponde bene ai tentativi della Juventus. Continua a leggere La nona giornata di Serie A vista dai pali: è la giornata di Donnarumma vs Buffon

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Ospina e Meret, i portieri girevoli

fonte Il Mattino edizione del 07-03-2020
La sfida del portiere Colombiano, diventato titolare a Napoli, con il giovane portiere italiano Alex Meret.

Fino a 3 mesi fa, David Ospina, con il Mister Ancelotti, aveva racimolato 5 presenze da titolare in campionato su 15 e, zero presenze in Champions League. Con l’arrivo di Gattuso tutto ha preso un’altra piega. La decisione ultima, puntare sul più esperto. Ospina ovviamente non ha battuto ciglio, aspettava questa opportunità da ben due anni, da quando lasciò il Club in Inghilterra (Arsenal), facendo il secondo a Cech. Dicono che il pregio sia il suo carattere glaciale e che il suo idolo da bambino era Valderrama. In Colombia, all’età di 7 anni, giocando in porta, ogni volta che prendeva goal piangeva dalla rabbia. Un carattere forte già da piccolo, a dimostrazione del fatto che il colombiano è uno di quelli che sa alzare la voce, non teme il contrasto e gioca bene con i piedi. Il suo temperamento si è palesato nelle recenti prestazioni. L’errore di Roma contro la Lazio avrebbe dovuto metterlo KO, invece, il nuovo numero uno partenopeo, si e’ dimostrato all’altezza del compito giocando una bene appena 3 giorni dopo nella partita di Coppa Italia. Nel 2020 ha saltato solo 3 gare, la fiducia data dal Mister Gattuso è stata ripagata. Ormai non è più la riserva ma il titolare, non accadeva dai tempi del Nizza (stagione 2013-2014).

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La A in mani straniere. Il declino dei portieri italiani, Zoff: una scuola in crisi

Manca la fascia media. Si lavora sui piedi e poco sulla tecnica. Di Carlos Passerini, Corriere della sera 17-07-2019

La serie A è in mano straniere. O meglio in guanti. Perché straniero sarà più di un portiere su due della prossima serie A. 11 titolari solventi. Poi, certo, il campo magari rimescolare era le carte. Per ora però i “campetti” sui giornali sportivi non mentono: più del 50%. Una statistica che suggerisce inevitabilmente una domanda: Dove sono finiti i numeri uno italiani? Oppure c’è una crisi di vocazione? Solo una questione di moda? Di esterofilia? Oppure c’è una crisi di vocazione? Un vuoto generazionale?

Dino Zoff non ha dubbi: “la scuola è in crisi. E la colpa è tutta del metodo di allenamento. Oggi si lavora molto sui piedi e poco sulla tecnica specifica del ruolo. Cosa serve che un portiere faccia ripartire bene l’azione se poi non azzecca un’uscita o non blocca un pallone che sia uno? La verità è che per anni abbiamo insegnato resto al mondo e ora siamo rimasti indietro”. Secondo l’ex numero uno il problema riguarda “soprattutto la classe media”. Non è un caso che per la porta della nazionale siamo coperti, e per un bel pezzo: Donnarumma 20 anni, Meret 22, Audero 22, Cragno 25, Plizzari 19. Il guaio è la base. “È sparita la figura del portiere affidabile, quello che magari non fa miracoli ma acchiappa tutto quello che si può acchiappare” chiude Zoff. Anche i dati storici dicono che qualcosa è successo, che qualcosa è cambiato. Nel 1995/1996 in A c’erano 18 italiani titolari su 18. Nel 2005/2006 16 su 20. Nel 2010/2011 12 su 20. La questione fu sollevata già da un altro grande numero uno, Walter Zenga, che in un’intervista alla gazzetta dello sport di qualche anno fa individuava però altre ragioni: “c’entrano selezione, crescita, tenacia. Ma anche la fiducia da parte degli allenatori e delle società”. Le quali, è storia nota, hanno spesso più convenienza nell’acquistare dall’estero. È così che si arriva 11 su 20. Elenchiamoli: il polacco Szczesny alla Juve, lo sloveno Handanovic all’Inter, lo spagnolo Pau Lopez alla Roma, l’albanese Strakosha alla Lazio, il polacco Dragowski alla Fiorentina, il romeno Radu al Genoa, l’argentino Musso all’Udinese, il polacco Skorupski al Bologna, l’albanese Berisha alla Spal, il finlandese Joronen al Brescia, il brasiliano Gabriel al Lecce. Dalla Polonia ben tre titolari. Il feeling fra i calciatori polacchi e il nostro torneo è ormai un’evidenza da anni, la novità è che ora importiamo anche i numeri uno. Ma non è questa l’unica curiosità. Colpisce anche il fatto che per i portieri che arrivano da oltreconfine adesso si investano parecchi soldi. La Roma ha pagato Pau Lopez quasi 30 milioni al Betis Siviglia. È il portiere più costoso della storia del club giallorosso, che sogna di ripetere l’affare Alisson, preso a 8 milioni nel 2016 e rivenduto a 72 nel 2018. Doveva essere però così anche un’estate fa con Olsen, rivelatosi poi un impiastro. Il Brescia di Cellino, fin qui estremamente cauto sul mercato, ha sborsato la bellezza di 5 milioni per Joronen: per una neo promossa solo un mucchio di quattrini. Siamo di fronte a una nuova bolla, dopo quella dei difensori?