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Metà Serie A sceglie di non avere il portiere titolare

di Federico Strumolo

Addio ai tempi del numero 1 inamovibile: dalla Juve al Milan, fino al Napoli, tra i pali ci si gioca il posto ogni partita.

I portieri titolari sono in via d’estinzione. Già, basta guardare le rose delle squadre di serie A per capire che ormai, tra i pali, non esistono più delle gerarchie ben delineate. Una tendenza lanciata dalla Juventus la scorsa estate l’acquisto di Wojciech Szczesny: i freschi campioni d’Italia decisero di affiancare il polacco a quello che era stato il numero uno indiscusso per i 16 anni precedenti, Gianluigi Buffon. Una strategia mantenuta anche in questa sessione di mercato, nonostante l’addio dello stesso Buffon (oggi al PSG), con l’arrivo di Mattia Perin dal Genoa: Allegri potrà scegliere di volta in volta, sapendo di poter contare su una coppia straordinaria sia per il presente che per il futuro (Szczesny ha 28 anni, Perin ne ha 26).

Chi ha deciso di seguire la stessa linea e il Napoli: dopo aver puntato esclusivamente su Pepe Reina, quest’estate De Laurentis ha messo a disposizione di Carlo Ancelotti la coppia composta dal ventunenne Alex Meret e dal ben più esperto Orestis Karnezis (che di anni ne ha 33).

Ed è proprio il partente Reina che va a costruire probabilmente il binomio più particolare: lo spagnolo affiancherà Gianluigi Donnarumma al Milan, in un’altra coppia giovane-esperto (donnarumma ha 19 anni, Rena 36). Ma se da un punto di vista tecnico i due fanno ben sperare (Rena potrebbe fare il portiere nelle coppe, dove l’esperienza è fondamentale), le perplessità si concentreranno sul denaro che il club di Leonardo dovrà stanziare ogni anno per gli stipendi dei suoi portieri: dieci milioni (che al lordo diventano venti), sei per Gigio, tre per Reina e un altro per il fratello del diciannovenne, Antonio Donnarumma. La lista di squadre con più di un  titolare in porta, ormai, è lunga. Dalla Roma (Robin Olsen e Antonio Mirante) all’Atalanta (Etrit Berisha e Pierluigi Gollini) fino alla Spalla (Alfred Gomis e Vanja Milinkovic-Savic). Una linea probabilmente incentivata dall’arrivo in serie A di grandi interpreti del ruolo stranieri, che hanno oscurato la grande scuola italiana. Prima i brasiliani, con Nelson Dida e Julio Cesar, che difesero i pali rispettivamente di Milan ed Inter nel primo decennio del millennio. Alisson Becker, alla Roma dal 2016 al 2018 (comprato poche settimane fa dal Liverpool per 75 milioni).

Dopo i sudamericani, poi, sono arrivati anche i numeri uno dall’est: su tutti, lo sloveno dell’attuale portiere dell’Inter Samir Handanovic e, come detto in precedenza, il polacco Wojciech Szczesny. Chi sicuramente non sarà felice di questa situazione è la nazionale ed il suo commissario tecnico Roberto Mancini, che ha sempre meno titolari da cui scegliere per difendere i pali dell’Italia.

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