Pubblicato il

Il ruolo del portiere: L’evoluzione dei numeri 1

Di Alberto Polverosi

Da “ultimo baluardo” a giocatore che partecipa all’azione della squadra: così è cambiato il ruolo del portiere

Durante una delle ultime interviste, al museo del calcio di Coverciano, Giuliano Sarti si alzò dalla poltrona dov’era seduto e si mise in un angolo della sala. «Vuoi vedere come deve mettersi un portiere geometrico?». Tracciò una porta ideale e indicò un punto, anche questo ideale, dove c’era il pallone col tiratore. «Il portiere si deve sempre girare dalla parte di chi sta per calciare. E deve conservare sempre la distanza giusta dal tiratore. Quando la palla è a due metri dall’area di rigore, se il portiere sta sulla linea di porta il pallone gli morirà in mano, come succede a Buffon. Se invece sta fra la linea di porta e il dischetto del rigore, perché tanti dicono che così possono controllare meglio la situazione, rischiano che il pallone muoia oltre loro stessi, in rete. Oggi i portieri si dividono in due categorie, i geometrici e i reattivi. Buffon e Handanovic sono geometrici, mentre Reina è una via di mezzo». Continua a leggere Il ruolo del portiere: L’evoluzione dei numeri 1

Pubblicato il

IFFHS, è Neuer il miglior portiere del 2016. Buffon allunga il suo record

L’IFFHS (International Federation of Football History and Statistics) ha stilato come di consueto una classifica annuale per assegnare il primato al miglior portiere del 2016. E per il quarto anno consecutivo a vincere è stato Manuel Neuer, al primo posto con 151 punti. Secondo posto per Gigi Buffon (l’unico ad averne collezionato 5), con 91, mentre al terzo posto si è classificato Rui Patricio, campione d’Europa con il Portogallo. Dunque, dopo Bundesliga, Coppa di Germania e Supercoppa arriva una gioia personale per il portiere del Bayern Monaco. Il Capitano della Juventus e della Nazionale,  il quale detiene il record di presenze consecutive nei primi 10 classificati (da 17 anni, dal 1999 al 2015) in classifica, è secondo nella classifica generale con 4 vittorie. In basso la classifica del 2016 e quella generale.

[Fonte]

La classifica completa:

  1. Manuel Neuer (Germania/Bayern Munich): 156 punti
  2. Gianluigi Buffon (Italia/Juventus): 91
  3. Rui Patricio (Portogallo/Sporting): 50
  4. Claudio Bravo (Cile/Barcelona/City): 45
  5. David de Gea (Spagna/Manchester Utd): 37
  6. Jan Oblak (Slovenia/Atletico Madrid): 31
  7. Hugo Lloris (Francia/Tottenham): 29
  8. Keylor Navas (Costa Rica/Real Madrid): 18
  9. Thibaut Courtois (Belgio/Chelsea): 13
  10. Denis Onyango (Uganda/Mamelodi Sundowns): 5

Classifica Generale:

zenga_portiere_dellanno_iffhs

  1. Iker Casillas (Spagna) 5
  2. Gianluigi Buffon (Italia), Manuel Neuer (Germania) 4
  3. Oliver Kahn, José Luis Chilavert (Paraguay), Walter Zenga (Italia) 3
  4. Peter Schmeichel 2 (Danimarca)
  5. Michel Preud’homme (Belgio), Andreas Köpke (Germania), Fabien Barthez (Francia), Petr Čech (Repubblica Ceca), Jean-Marie Pfaff (Belgio), Rinat Dasaev (Unione Sovietica) 1

Pubblicato il

A Buffon il Golden Foot 2016: è il primo portiere a vincerlo

Il capitano della Juventus e della Nazionale Gianluigi Buffon è stato premiato oggi a Montecarlo con il prestigioso Golden Foot 2016. Ad annunciare il riconoscimento, Sua Altezza Reale il Principe Alberto II di Monaco: Buffon è il primo portiere ad essere insignito del premio, ed è il quarto italiano dopo Roberto Baggio (2003), Alex Del Piero (2007) e Francesco Totti (2010). Continua a leggere A Buffon il Golden Foot 2016: è il primo portiere a vincerlo

Pubblicato il

Gianluigi Buffon: Ness1 come lui

Dopo le prodezze contro il Milan, Tuttosport dedica la prima pagina a Gianluigi Buffon. La Redazione pubblica l’intero articolo redatto da Antonino Milone.

Di nuovo prodigioso San Siro, sempre decisivo nel cammino verso il quinto scudetto consecutivo della Juve, che per lui sarebbe il nono conquistato sul campo.

Punta il nono tricolore (record) trainando la Juve. Altro che età: reagisce in 1,2 secondi. Impressionante anche contro il Milan. Parlano numeri, statistiche e analisi: I suoi capolavori ricordano le parate più difficili mai viste.

Continua a leggere Gianluigi Buffon: Ness1 come lui

Pubblicato il

Buffon numero 1 del mondo

[singlepic id=145 w= h= float=none]

Riportiamo il servizio redatto da Andrea Santoni, Antonio Barillà e Alessandro Vocalelli per il Corriere dello Sport su Gianluigi Buffon e l’evoluzione dei Numero 1, in data 17-09-2015.

Uno. Uno come Gigi. Uno che a 20 anni parava i rigori a Ronaldo con la maglia di Superman sotto quella da gioco. Uno che nel 2003 è stato giudicato miglior giocatore di quella Champions,pure persa in finale. Uno che nel 2006 è stato eletto miglior portiere del mondo e vice Pallone d’oro, alle spalle di Cannavaro, con lui eroe a Berlino; uno come Gigi, costantemente ai primi posti nelle classifiche internazlonali di rendimento del ruolo da almeno tre lustri. Uno come lui, che martedì sera, a 37 anni, al City of Manchester stadium, ora conosciuto come Etihad, ha fatto ancora una volta lo stravedi prendendo letteralmente per mano la sua Juve, con le sue grandi estremità, piedi compresi, e tirandola fuori da una strana crisi di crescita, strappando stupore e ammirazione continentali. Insomma uno cosl non può essere che un numero uno, anzi il numero uno.

Tripla cifra. Dunque eccoci a celebrare un mito, giocante per altro; e come gioca, bisogna aggiungere. Diciamo che questa estate che muore, e questa stagione nuova che decolla, hanno trovato un Buffon di grazia. Impermeabile alle difficoltà juventino ma anche azzurre, il fuoriclasse bianconero ha lenuto la barra dritta come direbbe egli stesso.
Conta la vita privata in tutto questo? Come per ognuno di noi. E come per tutti certe vicende sono sempre complesse e delicate. Concentriamoci allora su quello che sta producendo l’ennesima primavera del nomo campione. A Palermo un paio di settimane fa, Gigi ha toccato quota 150 presenze in Nazionale, record destinato a durare a lungo perché di sicuro sarà incrementato.

I suoi primi 40 anni. L’obiettivo di Buffon è arrivare a 40 anni da portiere protagonista. Vorrebbe dire mondiale 2018. Sarebbe un primato straordinario per uno che, nel 2010, propio nel torneo iridato, ha rischiato la sua carriera per un complicato problema alla colonna vertebrale. Rimettersi in moto non fu semplice e la piena ripresa avvenne con lentezza, tanto che non erano pochi nell’ambiente a darlo ormai sul viale del tramonto. Chiedete a Sterling, a Silva, chiedete a quel fenomeno monumentale di Yaya Touré se stiamo parlando di un vecchio arnese. Perché se c’è un ruolo che non perdona gli anni che passano è proprio quello del portiere. Siccome le parate singole quelle sono capace di farle anche altri, lui si è messo a far e doppie: è successo col Chievo e appunto a Manchester, dove Gigi è stato strepitoso nel momento chiave del match: avesse raddoppiato il City, ora staremmo a raccontare un’altra storia. Invece la Juve ha ripreso il discorso europeo da… Vice campione del Europa otto, ovvero con forza morale caparbietà. Anzi, vogliamo dirla con le parole del capitano, dette a caldo e il giorno dopo? “Attenzione, sagacia tattica, rabbia, bravura, ho un briciolo di fortuna, umiltà, generosità, classe ci hanno regalato una serata da urlo!”. Lui parlava della Juve, gruppo in costruzione come ricordato a Manchester, noi possiamo transitare il giudizio sulla sua prestazione, quella di Buffon, “il migliore della storia” ha detto con il suo stile asciutto Allegri, ancora stordito dalle emozioni inglesi. Ieri Gigi ho dedicato vittoria (e prestazioni) a babbo Adriano, nel giorno del suo 70º compleanno (viva). Lasciamo stare il tempo che passa (lasciamolo cantare a Lou Reed), guardiamo a quello che sta arrivando. E allora, numeri alla mano, possiamo augurare a Gigi di arrivare in questa stagione almeno a quota 100 partite in Champions, l’unico trofeo che gli manca: vorrebbe dire centrare la semifinale. E, dopo, siccome hai Buffon, puoi pensare anche di aggiungere un uno…

Andrea Santoni

[singlepic id=146 w= h= float=none]

Da Jascin a Zamora quante leggende

Fascino, solitudine, un pizzico di follia. Quello del portiere, sin dall’epopea dei pionieri, È stato sempre un ruolo speciale, il volo capace di accendere la fantasia quanto un gol. Gigi Buffon ha attraversato vent’anni di calcio sempre altissimi livelli, eroe nel debutto quando ragazzino fermò il Milan, eroe ancora due sere fa a Manchester: qualche abbaglio, qualche ritaglio buio, ma in assoluto applausi e magie. Numero uno di sempre, nella nostra classifica, nonostante la difficoltà di scegliere tra interprete di straordinari e limite di averne apprezzati alcuni solo attraverso leggende tramandate.

Gigi, lassù contemporaneità e patriottismo centrano appena, e poi subito Lev Jashin, L’unico portiere mai premiato con il pallone d’oro, bandiera della Dinamo Mosca e dell’ URSS del dopoguerra agli anni 70, felino nei guizzi e vellutato nel tocco, “gioca a pallone meglio di me” sì complimentò Sandro Mazzola, ipnotizzatore di rigoristi come svelano i 150 penalty sventati. Completa il podio Ricardo Zamora, simbolo della Spagna dal 1916 al 1938. Restano immagini sgranate, primi piani con il maglione a collo alto tuffi plastici con il berrettone incollato alla testa, e la fiaba di un match contro l’Inghilterra in cui parò tutto pur avendo lo sterno rotto: lo chiamavano il Divino oppure, molti anni dopo il ritiro, il Pelè dei portieri, e lui replicava calmo che in realtà era Pelè lo Zamora degli attaccanti. In fondo, O’Rey era arrivato più tardi…

[singlepic id=147 w= h= float=center]

Secolo. Quarto posto a Gordon Banks, angelo tra i pali inglesi dal 1955 al 1978, protagonista dell’unico mondiale vinto dagli inventori del calcio, tempestivo nelle uscite e guizzante nello specchio, autore della parata del secolo su Pelè È il 7 giugno del 1970 a Guadalajara: cross di Jairzinho, incornata possente da un passo, rimbalzo traditore riflesso incredibile. O’Rey lo sguardo stupito: “Non è possibile quello che hai fatto…”. Poteva fare ancora di più, ma un incidente d’auto, causando i problemi di vista, niente poi il declino. È sempre un incidente d’auto interruppe la carriera di Sepp Maier, estremo del Bayer Monaco dal 1962 al 1979, quattro mondiali disputati con la Germania Ovest.

Record. Dino Zoff, una vita tra i pali: dal 1961 al 1983, è un monumento, vinto tutto con la Juventus la nazionale. Nell’immaginario rimangono due fotogrammi del mondiale 1982, la paratona su Oscar che salvò l’impresa contro il Brasile e la coppa sollevata, quarantenne a Berlino. Asciutto, essenziale: poco spettacolare per il ruolo, ma solo perché piazzamento E scatto facevano apparire banale anche l’intervento più difficile. Segue Peter Schmeichel, protagonista dal 1981 al 2003, stella del Manchester United e della Danimarca di cui conserva il record di presenze: catturava palloni e altri ne scaraventava in porte altrui, sì, portiere goleador, tra i primi a utilizzare il lancio non per spazzare ma per impostare l’azione.

[jwplayer playlistid=”8821″]

Muro. Il tramonto di Benks avviò il ciclo di Peter Shilton, inglese che gioco dal 1966 al 1997: fu lui a subire la mano de Dios da Diego Armando Maradona mondiale messicano. La nostra top ten si completa con Rinat Dasaev, la cortina d’acciaio, leggenda russa che smarrì dopo il passaggio a Siviglia, e Manuel Neur, muro tedesco di oggi, ma tanti altri portieri restano fuori per un soffio: i suoi antenati Schumacher è Kahn, il cecoslovacco Planicka, l’irlandese Jannings, i nostri Combi e Zenga, lo spagnolo Casillas e il ceco Cech, i belgi Pfaff e Preud’Homme… eroi del pallone che gol non li fanno, ma lievitano. Con l’eccezione del paraguaiano Chilavert: figura tra i grandissimi di sempre, ma lui di gol ne ha fatti 52.

Vent’anni di magie sempre il migliore

Le sue parate non si dimenticano: rimane ogni volta negli occhi la bellezza di un gesto atletico. Buffon ha la capacità di sorprendere chi lo serva da vent’anni e di superare spesso anche l’immaginazione di un tifoso. Istinto forza muscolare, un talento sublime. Gigi riesce a mettere la mano e ad allungare un braccio quando nessuno lo ritiene possibile. Hai il potere, 37 anni, di fare la differenza con una continuità impressionante. E di sicuro, ormai, a tutto il diritto di essere considerato il portiere più forte dell’ultimo mezzo secolo. Più decisive più completo persino di un mito come Dino Zoff. E la sfida potrebbe allargarsi scivolare anche indietro nel tempo, a due colossi come Ricardo Zamora e Lev Jascin. Campioni fenomenalI che però abbiamo conosciuto soltanto attraverso qualche fotogramma in bianco e nero, grazie immagini di archivio. Giganti tra i pali, ma anche per la loro struttura fisica: lo spagnolo, che giocò 46 partite nazionali restando in battuto per 21 volte, era alto 1 m 96, mentre l’ex simbolo dell’URSS era più basso di 7 cm. Zamora e Jascin hanno lasciato un’impronta eterna, ma è anche vero che quel calcio è ancora a dimensione d’uomo, e a misura d’uomo, perché gli attaccanti non erano i colossi di oggi. Senza contare poi lo evoluzione del calcio e regole che hanno aumentato le difficoltà di questo ruolo: oggi il portiere usa i piedi con maggiore frequenza, deve gestire situazioni rischiose, è fondamentale anche nei disimpegni in tante occasioni fa ripartire l’azione come facevano i liberi di tanto tempo fa. Un fallo non è solo un rigore. È anche una conseguente espulsione. Buffon è il portiere perfetto. Non hai indovinato qualche stagione. È diverso: lui non ha mai tradito. E dal 1995, quando esordì in A con il Parma, in occasione della sfida con il Milan, il bilancio di ogni sua stagione ha fatto registrare un segno positivo. Somma di valori tecnici e longevità: ecco perché Buffon può essere posizionato, in questa classifica virtuale, addirittura davanti a Zoff, che pure resta un mito. E una spiegazione c’è, senza nulla togliere al grandissimo Dino, che ha fatto scuola rimane un modello speciale per i giocatori appassionati di calcio. Buffon, però ha scandito questi 20 anni in modo maestoso, raggiungendo la stabilità di rendimento superiore continuando ad arrivare con l’esplosività dove Zoff, negli ultimi anni arrivava con l’esperienza. Affermato tanti campioni da Ronaldo a Batistuta, da Shevchenko a Totti, tanto per citare qualche nome. La sua arte è stupire. Difficile dimenticare la doppia parata di martedì sera a Manchester contro il City. Oppure il miracoloso su Zidane nella finale del mondiale del 2006. È legittimo pensare che oggi, e non calcio con le stesse in side, Buffon potrebbe essere preferito anche a Zamora e a Jascin, L’unico portiere di aver ricevuto il pallone d’oro (nel 1963). Già, il pallone d’oro: un premio che Buffon avrebbe meritato nel 2006 anche più di Cannavaro (capitano di quella fantastica nazionale di Lippi), dopo il trionfo di Berlino. E quell’estate, in fondo, è ancora oggi una perfetta chiave di lettura per capire apprezzare ogni sfumatura di Buffon. Non solo il portiere dei miracoli, ma anche l’uomo che si fa guidare dai sentimenti. Lui, a differenza di altri campioni di quella Juve, lui pallone d’oro virtuale, accetto di scendere in serie B per rispettare l’amore per una maglia. Senza rimpianti per i soldi, per un ingaggio più ricco che tutti, in Italia e nel mondo, sarebbero stati disposti a offrirgli. La lezione di Buffon non è solo legata alle sue parate: e arrivata, in questi vent’anni, anche fuori dal campo.

Pubblicato il

Disponibile per l’acquisto L’evoluzione tecnico-tattica del portiere da USA 1994 a Brasile 2014

Finalmente è disponibile per l’acquisto: L’evoluzione tecnico-tattica del portiere da USA 1994 a Brasile 2014. Ricordiamo ai nostri lettori la nostra recensione in anteprima.

Acquista ora tramite lo store online

Di seguito la descrizione sul sito dell’editore:

L’evoluzione tecnico-tattica del portiere da USA 1994 a Brasile 2014 offre uno studio estremamente scrupoloso e documentato sulle prestazioni dei portieri delle 32 Nazionali di calcio che hanno partecipato agli ultimi Mondiali 2014 in Brasile. Il materiale di analisi è stato anche arricchito da selezionatissime cronache video (oltre dieci tipologie di maxi-inserti per centinaia di testi tecnici distribuiti nei vari fondamentali e che saranno visibili tramite smartphone o tablet grazie alla tecnologia dei QR Code) che ben rendono lo spirito di interpretazione del ruolo da parte di atleti formatisi in scuole e nelle situazioni ambientali più disparata.

Claudio Filippi e Luca Squinzani sono partiti dalla convinzione che nel variegato mondo del calcio, spesso risulta difficile e complesso ai meno esperti o meno attenti osservatori ed analisti tecnici del ruolo, riuscire ad inquadrare in modo chiaro le prestazioni dei portieri sotto tutti gli aspetti.

Frequentemente ci si limita a una superficiale analisi cronistica o estetica, legata alla più o meno spettacolarità degli interventi. Poter invece elaborare criticamente e in modo oggettivo e approfondito le varie tematiche della prestazione, permette spesso di ribaltare molte delle considerazioni ed impressioni iniziali, o comunque di validarle, sempre però scindendo la valutazione tecnica da quella, certamente più bella e popolare, emozionale e folcloristica.
Chiude il manuale una comparazione fra il Mondiale di calcio 1994 e l’ultimo disputato in Brasile, così da poter evidenziale l’evoluzione del ruolo del portiere.

Pubblicato il

Esce il nuovo libro di Claudio Filippi e Luca Squinzani: L’evoluzione tecnico-tattica del portiere

Aggiornamento 27-06-2015: Partecipa all’evento L’evoluzione tecnico-tattica del portiere, da USA 94 a Brasile 2014 per usufruire del 20% di sconto e senza spese di spedizione!

Aggiornamento 7-05-2015: Finalmente è disponibile per l’acquisto. Per maggiori informazioni leggi il nostro nuovo articolo: Disponibile per l’acquisto L’evoluzione tecnico-tattica del portiere da USA 1994 a Brasile 2014

5400 clip video selezionate, 4179 interventi registrati, 64 partite analizzate, 49 rigori analizzati, osservati 43 portieri impiegati sui 96 in rosa, 133 prestazioni analizzate. Con questi numeri si presenta il libro di Claudio Filippi e Luca Squinzani (Juventus F.C. settore giovanile).

L'evoluzione tecnico-tattica del portiere, da USA 94 a Brasile 2014

Gli autori sono partiti dalla convinzione che nel variegato mondo del calcio, spesso risulta difficile e complesso, ai meno esperti o meno attenti osservatori ed analisti tecnici del ruolo, riuscire ad inquadrare in modo chiaro la prestazione dei portieri sotto tutti i suoi aspetti (Ndr: dalle note degli autori). Continua a leggere Esce il nuovo libro di Claudio Filippi e Luca Squinzani: L’evoluzione tecnico-tattica del portiere

Pubblicato il

I portieri del mondiale 2014

Segnaliamo ai nostri lettori un interessante articolo sui portieri nei mondiali in Brasile, redatto dalla testata giornalistica online “ilPost“.

Il nigeriano Vincent Enyeama
Il nigeriano Vincent Enyeama

Ai Mondiali si è parlato molto anche di loro, e quasi sempre bene: sono tutti dei fenomeni? Mica tanto, dicono quelli che ne sanno. Uno dei temi più esposti e più discussi dai giornali sportivi riguardo al Mondiale di calcio in Brasile riguarda le qualità di alcuni dei portieri impiegati dalle loro rispettive squadre nazionali: di alcuni già si sapeva che erano forti – del tedesco Manuel Neuer, dello statunitense Tim Howard o del costaricano Keylor Navas, per esempio – mentre di altri si è cominciato a parlare più diffusamente soltanto in seguito alle loro convincenti, e in parte inattese, buone prestazioni durante questo Mondiale. Continua la lettura dell’articolo originale